Università: test di medicina, la carica dei 2200 in viale Morgagni

Migliaia di iscritti, 280 i posti in gioco. Questa mattina alle 9,30 si sono aperte le porte del plesso universitario. Più della metà delle aule impegnate e 150 addetti alla regolarità della prova

Quando le porte dell’edificio universitario di viale Morgagni si sono aperte, stava ancora piovendo. Ore 9,30, è la carica delle future matricole di medicina: un po’ di calca, un po’ di frenesia, un bel po’ di speranza, tanta ansia e qualche sogno. Sogni per molti infranti: poco meno di duemila ragazzi infatti non potranno avviarsi alla carriera da dottore. L’Ateneo ha fissato l’asticella delle immatricolazioni a 280 unità, questa mattina ai blocchi di partenza si sono presentati oltre 2200 ragazzi. Un piccolo esercito, tante storie. I volti, negli attimi che precedono il test, dicono molto. Ci sono quelli consumati dal nervosismo: camminano avanti ed indietro, non vedono e non sentono nessuno, non vedono l’ora che finisca questa mattinata ma hanno paura ad incominciarla. Poi ci sono gli assonnati, quelli dell’ultimo minuto, che per recuperare hanno tirato dritto per tutta la notte o quasi. I fumatori; i fuori sede, alcuni in disparte, proiettati in una realtà ancora non loro, altri già in cerca di una spalla fidata. Poi ci sono i volti dei gruppetti, gli amici di scuola, i più fortunati, quelli che dopo le superiori si ritrovano ancora insieme a condividere altre “fatiche”. Piove e sembra il pezzo girato da Moretti in Aprile: una marea di ombrelli colorati. 

“Sono agitatissima, speriamo bene” dice una ragazza che si appresta ad entrare. “Ci provo” dice un altro più rilassato. C’è chi non ha ancora deciso cosa farà se la prova andrà male, chi invece è lanciato in questo futuro e del resto, per adesso, non ne vuol sapere. C’è un aretino che confessa sorridendo: “vado alla busca”, tradotto, vado in cerca senza sapere quello che troverò. Chiasso, qualche risata, qualcuno si chiude a riccio.   

E’ ora, si aprono le porte. Il lungo serpentone comincia a muoversi dentro le stanze di Morgagni. Oggi è tempo di test, gran parte della struttura è focalizzata su questo evento. Più della metà delle aule è impegnata nell’accogliere gli studenti, e ci sono più di 150 persone adibite allo smistamento ed al controllo dei ragazzi durante la prova. Più di 300 occhi a verificare che tutto proceda regolarmente. Gli occhi non bastano mai, la faccenda è seria quanto delicata. Alcuni scandali passati sono lì a dimostrarlo. Una volta dentro, tutti si avviano verso le bacheche: nei fogli bianchi i nomi degli iscritti in ordine alfabetico, a fianco l’aula di riferimento. Prima di sedersi nel banchino assegnato, c’è il passaggio obbligato della registrazione e la seguente consegna di un badge di sicurezza. A cosa serve? Ad assicurarsi che all’interno del complesso universitario ci siano solamente gli studenti autorizzati. Cominciano le file alle porte delle varie aule impegnate. Una volta dentro si abbassano le voci, si cerca il banco, quasi tutti danno un’occhiata ai volti di chi li circonda: c’è sempre la speranza di far squadra. C’è chi rimane sereno, mentre gli ansiosi cominciano a sciogliersi. Cellulari off-limits, tutti devono averlo spento, pena l’esclusione dalla prova. Quando tutto è pronto ed ogni studente è seduto nella postazione assegnatagli entrano le prove ancora sigillate, il mittente direttamente il Ministero dell’istruzione. Due ore e tutto sarà finito, poi le graduatorie, gli ammessi, le lacrime ed i sorrisi. 

 

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