Terremoti: "Prevenzione? Costruire antisismico e adeguare l'esistente"

La paura cresce per gli eventi del centro Italia, i geologi toscani dettano le regole per la sicurezza

"L’Appennino è zona sismica e ormai sappiamo bene cosa si dovrebbe fare per mitigare i rischi. Costruire in modo antisismico e adeguare per quanto possibile l’edificato esistente". Sono le parole con le quali Maria Teresa Fagioli, presidente dell'Ordine dei Geologi della Toscana risponde al senso di ansia diffuso che si avverte anche in Toscana dopo i terremoti dell'Italia centrale e le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. "Il chiasso su sequenze sismiche di magnitudo più o meno elevata che si susseguono ad intervalli quanto mai differenti non serve a nulla. Al di là di risolvere l’attuale emergenza, cosa per cui serve impegno tecnico, ma soprattutto politico per evitare che la ricostruzione diventi l’ennesimo scandalo italiano, è necessario agire in 'tempo di pace' costruendo antisismico e verificando ed adeguando l’esistente".

Secondo i geologi la Regione Toscana è all'avanguardia per gli studi sulla sismicità: "In materia di microzonazione e studi - continua Fagioli - siamo fra le Regioni Italiane più avanzate. In Toscana 167 comuni sono dotati di studio di microzonazione sismica perlomeno di primo livello, corrispondenti al 65% del totale, di cui l'89% della zona sismica 2, la più pericolosa in Toscana. Tra questi studi, ben 14 sono di livello 3, il più elevato dei 3 proposti dai criteri nazionali. Certo è che da fare c’è sempre molto, specie per quanto riguarda gli adeguamenti sismici anche solo degli edifici strategici; è importante aver iniziato bene ma lo è altrettanto continuare".

Sulla prevenzione però non si può risparmiare, perché c'è "la tendenza di un non esiguo numero di sindaci e amministrazioni locali ad abbandonare il buon senso per un tanto malinteso quanto pericoloso senso di risparmio. Lavorare con qualità nella prevenzione del rischio non sembra essere la priorità di molti nostri amministratori, fra gare al ribasso e spending review la priorità di troppi è il risparmio a qualsiasi costo, forse nella convinzione che un lavoro sottopagato sia di uguale qualità di quello pagato il giusto".

I geologi tornano così a richiamare l'importanza della loro professionalità: "Spesso - conclude Maria Teresa Fagioli - la falla sta nella troppa 'fiducia' nelle perimetrazioni di vincolo e quindi nel non verificare, sempre e comunque in fase di intervento diretto, con intuito geologico. Sarebbe necessario fare delle valutazioni comunque a prescindere dall’assenza di vincolo e se si intravede il rischio, in virtù del principio di precauzione una volta tanto usato a proposito, non costruire o ristrutturare senza interventi di mitigazione, altrimenti, se alla professionalità ci si accontenta di sostituire la formalità, non resta che confidare nella clemenza del fato ed in una super attrezzata protezione civile".

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