Terremoti, sicurezza "scarsa" nelle scuole

La presidente Fagioli: "Interventi solo a parole, bandi con ribassi sulla pelle dei bambini"

La qualità della messa in sicurezza degli edifici scolastici è “scarsa”. Parola dei geologi toscani, che lanciano l’allarme: "Non c'è nulla di peggio di una falsa sicurezza. Sembra quasi che ci si preoccupi ben più del numero di scuole formalmente 'messe in sicurezza' di quanto non si faccia per verificare l'ottemperanza non solo formale delle normative". A parlare è Maria Teresa Fagioli, presidente dell'Ordine dei Geologi della Toscana, che traccia un quadro su quanto fatto nella regione per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. "Se si crede di aver messo in sicurezza una scuolasu dati sostanzialmente inadeguati, non è detto che quell'edificio regga poi davvero al prossimo sisma”, spiega.

Per i geologi il "vero pericolo" è il “massimo ribasso”, criterio che ispira "la stragrande maggioranza dei bandi”. Per la presidente Fagioli, "se vogliamo una buona scuola, non ci si può accontentare del numero di scuole 'messe in sicurezza' a parole, ma deve essere certo che la messa in sicurezza è stata realizzata al massimo stato dell'arte in tutta la sua filiera, dagli studi preventivi fino alla realizzazione degli interventi. Lo dobbiamo all'intera collettività ma soprattutto a bambini ed adolescenti, perché non siano costretti a rischiare di morire sepolti vivi per poter studiare". “La qualità - prosegue - non è un optional, l'invariabile risposta (quando risposta c'è) lamenta l'insufficienza del budget disponibile. Non solo gli incarichi sono a prezzi da fame, ma si ricorre addirittura ad escamotage tipo 'Bando per manifestazione di interesse..' per coprire ribassi a dir poco sospetti o incarichi in cui prestazioni professionali e servizi non sono, come dovrebbero per legge essere, adeguatamente distinti o ancora per aggirare il divieto di subappalto”. Tutto quanto sarebbe, secondo i geologi, frutto anche della "sempre più diffusa marginalizzazione della relazione geologica, subordinata a favore delle prove che senza chi le interpreti non dicono nulla”. 

In Toscana sono ancora troppo pochi gli edifici a norma antisismica. "Ancora oggi nella nostra regione il numero di edifici strategici come scuole, municipi, caserme, ospedali, messi in sicurezza è esiguo. A fronte di un totale di diverse migliaia, solo su 1.500 sono stati effettuati gli studi geologico sismici e di questi solo 500 sono stati messi effettivamente in sicurezza”, proseguono i geologi, che in una nota sottolineano come “la scorsa estate sono stati stanziati 56 milioni di euro per la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l'adeguamento alle norme antisismiche, ma anche per il miglioramento energetico e la costruzione di nuovi edifici scolastici, per 63 edifici scolastici che la Regione aveva indicato come prioritari”. 

"La Toscana è una delle regioni geologicamente più fragili, con ampie porzioni di territorio soggette a rischio idrogeologico e a rischio sismico", commenta ancora Fagioli. A dare un'idea della situazione sono i numeri di dell'indagine Irpi-Cnr sugli effetti dei disastri idrogeologici. La Toscana è fra le regioni Italiane per numero di sfollati nel 2014, sono stati oltre 2mila, e seconda nel periodo dal 1964 al 2013, oltre 67mila con anche 134 morti. Dal punto di vista sismico la situazione non è migliore. Su un totale di 287 Comuni, 92 sono ad alto rischio, 164 a rischio medio solo 24 sono a basso rischio.

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