Alberi in piazza della Vittoria: “Non taglierete i pini, ci incateniamo” / FOTO

Prosegue la protesta di comitati e residenti: “Assurdo tagliare, quasi tutti gli alberi sono sani e ci vorranno decenni per la ricrescita”

Per impedire il taglio dei pini in piazza della Vittoria sono disposti a incatenarsi. Così assicurano attivisti e residenti della piazza, zona Statuto, dopo che Palazzo Vecchio ha confermato ieri per l'ennesima volta l'abbattimento di tutti e 42 i pini attualmente rimasti nella piazza.

“Una decisione assurda, senza senso, che non tiene conto del verde urbano e del ruolo degli alberi ma che è 'funzionale' solo al progetto di riqualificazione”, attacca Deanna Sardi, portavoce dell'associazione piazza della Vittoria.

Una riqualificazione che, confermata dalla nuova assessora all'ambiente Cecilia Del Re, subentrata ad Alessia Bettini con l'avvio del secondo mandato di Nardella, prevede la ripiantumazione di 68 pini, oltre alla ripavimentazione, ad un gazebo per le attività degli studenti del liceo Dante, un bagno pubblico, nuova illuminazione e wifi comunale. Il tutto al costo di circa 500mila euro.

Attivisti e residenti sostengono però, carte alla mano, che la stragrande maggioranza degli alberi siano sani. “Secondo una perizia dello stesso Comune, che risale al marzo del 2018, ben 36 alberi su 42 sono classificati in classe B, quindi non c'è alcun rischio cedimento”, spiega Vincenzo Ramalli (la 'B' è la seconda di 4 classi, dove il rischio massimo cedimento è nella 'D' mentre anche per gli alberi in classe 'C' solitamente non è previsto l'abbattimento).

Al momento risultano in classe D, dunque da tagliare subito, 'solo' 6 pini. Gli altri 36 sarebbero appunto in classe B (nella nota diffusa ieri da Palazzo Vecchio si fa riferimento solo ai pini in classe D, nessun cenno agli altri 36 alberi). Peraltro anche sui  6 pini 'messi peggio' la questione è aperta.

“Nel marzo 2018 risultavano anch'essi in classe B. Solo tre mesi dopo, nel giugno 2018, sono stati declassati in D. La cosa puzza, perché la seconda perizia è stata commissionata da un vivaista che spesso ha incarichi dal Comune per tagliare e ripiantare alberi in altre piazze, e non dagli stessi tecnici della prima perizia. E poi perché - proseguono Sardi e Ramalli -, non sono stati tagliati prima se davvero sono in classe 'D', che prevede l'abbattimento immediato?”

Secca la replica dell'amministrazione. “Sono presenti agli atti del Comune tre studi commissionati ad altrettanti agronomi esperti in valutazione del rischio. Le tre valutazioni sono fra loro coerenti. È pertanto necessario l’abbattimento”, mette nero su bianco Palazzo Vecchio, sottolineando come siano state risolutive nella decisione le 'prove di trazione' (anche queste contestate dai comitati, che le ritengono “non oggettive”).

Il Comune conferma il taglio di tutti gli alberi

Ma gli altri 36 pini? “L'ultima perizia li mette in classe 'B', non devono essere tagliati. Siamo pronti ad incatenarci”, insistono alcuni attivisti, questa mattina in piazza con lunga catena al seguito. Il taglio è atteso a breve. “Saremo qui ogni mattina ad aspettarli”.

In passato gli alberi nella piazza erano molti di più, a inizio anni '90 erano ancora più di cento ma non sono mai stati ripiantatati. “Il progetto è già stato modificato proprio per venire incontro alle richieste dei cittadini. Ripianteremo 68 pini, di un'altezza di 4-5 metri”, assicura l'assessora Del Re.

I pini attuali sono però molto più alti e ci vorranno decenni per la ricrescita. “Per questo chiediamo di lasciarli e di immettere solo i pini nuovi, senza alcun abbattimento - insistono dai comitati -. L'assessora ci ascolti e fermi questo scempio”.

Anche Fabrizio Valleri, il calciante dei Bianchi candidatosi a sindaco con Libera Firenze e appena tornato a casa dopo un lungo ricovero in ospedale a seguito di uno scontro nella finale del Calcio storico, si fa sentire: “Fermatevi, basta con la guerra agli alberi”.

Il Comune però non sembra avere alcuna intenzione di tornare sui propri passi. I primi abbattimenti sono previsti nei prossimi giorni, tutti gli altri entro ottobre.

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