Piazza della Vittoria, distesi e incatenati agli alberi per evitare il taglio: rischio denunce / FOTO

L'abbattimento di alcuni pini è stato rinviato

Rischiano tutti una denuncia per interruzione di pubblico servizio gli attivisti e i manifestanti che questa mattina hanno 'impedito' il taglio di alcuni pini in piazza della Vittoria.

Alcuni di essi si sono distesi davanti al camion che stava per entrare in piazza e a bordo del quale erano le attrezzature per iniziare il taglio.

Altri attivisti poi si sono simbolicamente incatenati agli alberi. Sul posto erano presenti polizia municipale, polizia di Stato e alcuni uomini della Digos.

Non ci sono stati momenti di tensione ed è stato deciso di interrompere le operazioni. Il rischio concreto ora però è appunto quello di una denuncia per interruzione di pubblico servizio.

L'intervento degli abbattimenti, fa sapere ancora Palazzo Vecchio, sarà riprogrammato per i prossimi giorni.

Gli attivisti però non mollano e assicurano che proseguiranno nel loro presidio permanente in piazza, contro quello che definiscono "un taglio indiscriminato di alberi sani".

Annunciano inoltre che a giorni presenteranno il loro progetto per la riqualificazione, che prevede interventi in piazza della Vittoria, sull'alveo del Mugnone e al giardino del Parnaso, sopra l'Orticoltura.

"Non abbiamo fatto niente, non possono denunciarci. Così vogliono solo intimidirci", dicono in piazza gli attivisti appena appresa la notizia.

In quei momenti, intorno alle 10:30, quando ormai il taglio era stato rinviato, in piazza a portar loro solidarietà c'era anche il coordinatore del centrodestra Ubaldo Bocci.

"Mi sembrano persone ragionevoli che protestano in maniera civile - ha detto Bocci -. L'amministrazione si fermi e ascolti le loro ragioni, prima di procedere con gli abbattimenti serve una nuova perizia tecnica sullo stato di salute degli alberi".

In mattina erano intervenuti anche i consiglieri comunali Alessandro Draghi di Fratelli d'Italia, che denuncia "uno sterminio pianificato di alberi ed enormi interessi che alimentano il business del verde", e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, oltre a Fabrizio Valleri di Libera Firenze e Andres Lasso dei Verdi.

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