Svastica sui gradini del Museo Novecento, sfregio alle vittime del nazifascismo

Il direttore artistico Risaliti: "Gesti del genere non possono mai essere tollerati"

Ieri pomeriggio, sui gradini di accesso al Museo Novecento di piazza Santa Maria Novella, nei pressi della lapide che ricorda le tragiche giornate della dittatura nazifascista, è stata rinvenuta un'incisione con una svastica (che vedete in foto). Lo ha reso lo stesso direttore artistico del Museo Novecento, Sergio Risaliti.

“Non può mai essere incosciente e quindi tollerato l’uso di simboli come questi, ovunque essi siano collocati e ancor più in luoghi che ricordano la sofferenza e il dolore di tante vittime innocenti, perseguitate da una dittatura infame come quella nazifascista”, ha commentato Risaliti.

Il direttore artistico del museo ha ricordato come il complesso delle ex Leopoldine sia infatti uno dei luoghi della memoria della città di Firenze.

Nel 1944, in seguito allo sciopero generale dei primi di marzo indetto dal CNL (Comitato di Liberazione Nazionale) in tutta l'Italia centro-settentrionale, un numero ingente di persone, arrestate dai militi della Repubblica Sociale Italiana in città e in provincia, furono rinchiusi negli spazi oggi occupati dal museo, registrate ed interrogate dai nazifascisti.

Furono 338 gli uomini portati alla vicina stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e avviati, con il trasporto dell'8 marzo 1944, alla deportazione nel lager nazista di Mauthausen e nei suoi sottocampi. Di quei 338 uomini sopravvissero solo in 64.

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