Perché la Statua della Libertà viene da Firenze

Il monumento-simbolo di New York e di tutti gli Stati Uniti d'America potrebbe essere ispirato ad un'opera di Firenze. Ancora oggi conservata nella splendida Basilica di Santa Croce

Libertà della poesia di Pio Fedi, Monumento funebre

Progettata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi, La Libertà che illumina il mondo –questo il titolo completo della celebre statua- domina con imponenza l'intera baia di New York. Un’opera mastodontica, che con i suoi 93 metri d'altezza è divenuta il simbolo incontrastato della città e dell’America stessa.  

Nonostante il ritardo nell’inaugurazione, avvenuta il 28 ottobre 1886, la statua era stata realizzata come dono da parte del popolo francese in occasione del centesimo anniversario dell'indipendenza americana. Nello specifico, l’opera raffigura una donna, probabilmente la dea Atena o ancora una divinità romana, trasformata nell’emblema concreto di libertà che il popolo aveva dichiarato nel 1776. Mentre però Bartholdi avrebbe trasferito sul volto dell’opera le fattezze di sua madre, sembra che il soggetto di Lady Liberty sia ispirato ad una statua conservata ancora oggi nella Basilica di Santa Croce a Firenze. 

Nello specifico, si tratterebbe della Libertà della Poesia, statua presente sul monumento funebre di Giovanni Battista Niccolini realizzato dallo scultore Pio Fedi all’interno della chiesa fiorentina. Nonostante le dimensioni ridotte, pari ad appena 400 cm di altezza, la somiglianza con quella americana appare innegabile.

Realizzata tra il 1870 e il 1883, la scultura marmorea di Fedi rappresenta la personificazione della poesia, collocata accanto ad un cippo con sopra il ritratto del drammaturgo Niccolini. La figura femminile, con indosso un vestito drappeggiato dal gusto classico, presenta una corona fatta di 8 raggi (mentre quella americana ne ha solo 7, simbolo dei mari e dei continenti) e solleva in alto il braccio destro, sostenendo una catena spezzata, a differenza della statua newyorkese che invece le ha ai piedi e brandisce la famosa fiaccola, emblema di libertà che brucia in eterno. Infine, se Lady Liberty stringe nella mano sinistra un libro con incisa la data del giorno dell'Indipendenza americana (4 luglio 1776), al contrario la statua dello scultore viterbese presenta una corona d’alloro, simbolo della gloria poetica. 

Sebbene gli esiti formali e le dimensioni siano assolutamente differenti, gli interpreti sono abbastanza concordi nel fatto che la scultura di Pio Fedi abbia potuto rappresentare una fonte d’ispirazione per la celebre Statua della Libertà. Un'ipotesi plausibile, dato che Bartholdi, repubblicano convinto e fervente sostenitore di Garibaldi, del quale fu persino ufficiale di collegamento, frequentò l'Italia ed ebbe quindi molte occasioni di poter entrare in contatto con i bozzetti di Pio Fedi. 

Anche se il richiamo più immediato rimane quello al Colosso di Rodi, antica statua di bronzo collocata all'ingresso dell’omonimo porto greco, esiste un’altra opera italiana che ricorda la ben più famosa Lady Liberty: si tratta de La Legge Nuova, una scultura di Camillo Pacetti eseguita nel 1810. Collocata sopra la grande porta del Duomo di Milano, l’opera rappresenta il Nuovo Testamento, simboleggiato dalla croce cristiana sorretta nella mano sinistra  e una coppa, richiamo al sacrificio di Gesù, posizionata in quella destra. Anche questa figura femminile indossa una corona, stavolta composta da ben 12 raggi, altro richiamo d’ispirazione cristiana.

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