Spaccio di cocaina alle Cure: linguaggio in codice con i giovani clienti

Business illecito da 200mila euro

I carabinieri del nucleo operativo hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Angela Fantechi, su richiesta del sostituto procuratore Alessandra Falcone, nei confronti di due fratelli di origine tunisina ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in concorso tra di loro e con un altro connazionale a loro legato da rapporti di parentela. 

L’attività di spaccio, svolta in maniera sistematica e ben organizzata dai tre soggetti, aveva luogo principalmente nelle aree limitrofe all’abitazione degli indagati - un appartamento alle Cure -  i quali, utilizzando un linguaggio “in codice”, fissavano gli appuntamenti con i clienti tramite sms o brevi chiamate. L’indagine, condotta nel periodo compreso tra il settembre 2017 ed il gennaio 2018, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati ai quali sono stati addebitati 31 capi di imputazione. 

Sarebbero state documentate circa 4mila dosi di cocaina del peso di 0,5 grammi ciascuna, per un totale di circa 2 chilogrammi, a favore di una clientela, maschile e femminile, prevalentemente di giovane età. Dalle risultanze investigative, il giro d’affari illegale, strutturato su una larga rete di acquirenti, è risultato parecchio redditizio, infatti i proventi ammonterebbero a oltre 200.000 euro.

Gli arrestati K.C. (cl.'85) ed M.C. (cl.'87) sono ora reclusi presso il carcere di Sollicciano. Il terzo connazionale, irreperibile, è tuttora ricercato.

Evade per la cocaina
 

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