Sollicciano: l'urlo dal carcere, il 70% dei detenuti stranieri e malati psichici

"Siamo senza acqua calda e riscaldamento". Le testimonianze al consiglio comunale straordinario nel penitenziario a cui ha partecipato il ministro Orlando

“Manca l’acqua calda e non c’è il riscaldamento. Insomma le cose basilari per vivere in modo dignitoso”. E’ la testimonianza di Martina, una delle 89 detenute del carcere di Sollicciano. La giovane donna è intervenuta questo pomeriggio al primo consiglio comunale del mandato di Dario Nardella riunitosi nell’istituto penitenziario fiorentino. “Sappiamo di avere sbagliato però rivendichiamo la nostra dignità - ha detto Martina - . Vogliamo dimostrare di poter dare un contributo alla società e di non essere solo un peso”.

La struttura è stata costruita negli anni Ottanta, era nato come un fiore all’occhiello del sistema penitenziario però fin dalla sua inaugurazione ha presentato dei difetti. “L’edificio ha solo 34 anni ma ne dimostra 100”, ha detto Gianfranco Parissi in rappresentanza delle associazioni che operano nel carcere. “Spesso arrivano qui persone che non hanno niente - spiega uno degli educatori del ministero della giustizia - ma i fondi sono pochi, abbiamo dovuto organizzare un magazzino di raccolta dei vestiti da distribuire ai detenuti. Siamo soltanto in sette per una struttura che ospita almeno 700 persone, così è impensabile un percorso di rinserimento e riabilitativo”.

Roma sembra però a conoscenza della difficile situazione. Il ministro della giustizia Andrea Orlando è intervenuto a sorpresa questo pomeriggio al consiglio straordinario. “Dobbiamo occuparci seriamente della questione Sollicciano - ha detto il guardasigilli -. Dobbiamo fare di più, un carcere sovraffollato non garantisce la riabilitazione che è l’obiettivo della detenzione. Con la riduzione delle pene qualcosa è cambiato ma serve una riforma complessiva del sistema carcerario che vogliamo portare a termine entro la fine della legislatura”. Orlando ha spiegato che entro il primo trimestre del 2018 inizieranno i lavori di messa in sicurezza dell’edificio e poi “a breve sarà aperto un servizio di salute mentale e installato un nuovo sistema di  videosorveglianza del perimetro interno”.

E’ poco convinto delle parole del ministro il parroco del carcere Don Vincenzo Russo. “C’è da fare un progetto di riqualificazione complessivao di Sollicciano – ha detto il cappellano – bisogna pensare a nuove aree di socialità e di passeggio. Anche oggi è stato detto che verrà aperta una seconda cucina ma lo dicono da anni. La mensa attuale sarebbe capace di fornire pasti solo per 200 persone”.  Don Russo ha poi lanciato un altro allarme: “Il 66,4% dei detenuti sono cittadini stranieri e molti di loro sono affetti da patologie psichiche gravi”. Dopo Padova è il secondo carcere con la più alta presenza di stranieri.

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