Una piazza e il Fiorino d'oro al partigiano Silvano Sarti

Lo ha deciso il consiglio comunale

Il combattente, il ribelle, il partigiano. Silvano Sarti è morto venerdì scorso all'età di 93 anni. Contribuì alla liberazione di Firenze e fino all'ultimo è stato attivo nel portare nelle piazze e nelle scuole i valori della resistenza. Ieri il consiglio comunale di Firenze ha deciso che sarà intitolata una piazza o una strada a Sarti e gli sarà conferito il Fiorino d'oro.

L'iniziativa è stata presentata con una mozione proposta dal capogruppo di Art. 1 – Mdp Alessio Rossi e di Fras Tommaso Grassi e delle consigliere Stefania Collesei e Donella Verdi, oltre ai gruppi consiliari di Pap e Pd.

La mozione, passata con 22 voti favorevoli e tre contrari, richiama l’innegabile portata storica della Resistenza che portò alla liberazione del paese.

Silvano Sarti già dall’età di 14 anni, attivo in fabbrica, prestava aiuto alle famiglie antifasciste nel Soccorso Rosso; fu renitente alla leva repubblichina, deportato a Cassino e messo ai lavori forzati nella costruzione delle fortificazioni tedesche. Riuscì a fuggire con altri prigionieri e dopo una lunga marcia tornò in Toscana e decise di unirsi ai partigiani.

Quando aveva 24 anni è stato arruolato nella Brigata Sinigaglia con nome di battaglia “Pillo”, nelle Squadre di Azione Patriottica (SAP), e contribuì alla liberazione di Firenze e ricorda il grande e continuo impegno prodigato attraverso incontri nelle scuole, con i giovani per portare la memoria e la causa della libertà da ogni tirannia e dei valori della democrazia.

Ricordato, inoltre, che per tanti anni ha rivestito l’incarico di Presidente provinciale dell’ANPI e successivamente fino alla fine ha ricoperto la carica di Presidente onorario; instancabile organizzatore del classico pranzo per la Resistenza svolto ogni 25 aprile in Piazza Poggi.

“Siamo soddisfatti della mozione approvata dal Consiglio Comunale alla figura di Silvano Sarti e dei valori antifascisti che per anni ha incarnato e trasmesso – dichiarano i consiglieri che hanno sottoscritto l'atto – un dovere della città di Firenze che ha nei confronti della sua memoria. Per la sua instancabile testimonianza e attività nelle scuole e ovunque fosse invitato per trasmettere i valori e gli ideali della Resistenza e dell'antifascismo”. 

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