Il caldo torrido comincia a pesare sull’agricoltura. Già la settimana scorsa la Regione Toscana, assieme agli agricoltori, ha chiesto al governo lo stato di calamità. In sostanza è stata chiesta una copertura finanziaria per far fronte ai danni provocati dalla siccità.
Intanto più si va avanti e più i danni di Nerone, Caligola e gli altri cicloni africani, cominciano a manifestarsi sulle varie produzioni dei nostri territori. Ora sono le piantagioni di mais del Mugello e di Prato ad essere in emergenza. I coltivatori sono in gravi difficoltà.
“I nostri soci – ha sottolineato Simone Tofani, responsabile tecnico della Cooperativa Agricola di Legnaia – hanno evidenziato enormi problematiche per la raccolta, e quindi per la produzione: il mais non sta crescendo secondo i proprio ritmi, ad oggi non sta facendo la spiga e quindi mancherà il raccolto. In quelle zone viene adottato il metodo del mais a coltura asciutta, ovvero l’irrigazione avviene solo tramite la pioggia. Quindi è più che comprensibile l’allarme lanciato dai nostri soci del settore. Per questo condividiamo il progetto del governatore Rossi, di creare una cabina di regia per fronteggiare il problema idrico anche nel settore dell’agricoltura, adottando la politica degli invasi. Ormai dobbiamo fare i conti con una stagione estiva con alte temperature e una quasi assenza di pioggia”.
Nel frattempo, ad essere sotto osservazione sono anche gli ulivi e in particolare i vigneti, in attesa della prossima raccolta che, ogni anno viene sempre più anticipata, a causa delle alte temperature estive.
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FeedGiuseppe Cattabriga Nell’ambito della tutela delle risorse naturali, un modello di agricoltura sostenibile che integri l’agro sistema con l’ecosistema acquatico,gestito nella sua dimensione biologica,può essere una risposta concreta alle sfide imposte dai cambiamenti climatici e da un’antropizzazione sempre più invasiva. Eutrofizzazione,desertificazione,siccità, il riscaldamento del pianeta accelera i processi in corso e colpisce aree particolarmente fragili come l’Africa e l’Europa del Sud. I cambiamenti climatici imporranno nuovi sistemi di produzione agricola, in grado di proteggere l’ambiente e le potenzialità produttive delle risorse naturali utilizzate.
Nell’ambito della tutela delle risorse naturali, un modello di agricoltura sostenibile che integri l’agro sistema con l’ecosistema acquatico,gestito nella sua dimensione biologica,può essere una risposta concreta alle sfide imposte dai cambiamenti climatici e da un’antropizzazione sempre più invasiva. Eutrofizzazione,desertificazione,siccità, il riscaldamento del pianeta accelera i processi in corso e colpisce aree particolarmente fragili come l’Africa e l’Europa del Sud. I cambiamenti climatici imporranno nuovi sistemi di produzione agricola, in grado di proteggere l’ambiente e le potenzialità produttive delle risorse naturali utilizzate.
http://www.agricolturadelleacque.it/