Rapine violente e 'spaccate': smantellata banda, colpi nel Fiorentino / VIDEO - FOTO

L'operazione dei carabinieri ha portato a cinque arresti, il procuratore Creazzo: "Estrema ferocia, tecnica quasi militare"

I malviventi in azione

Sgominata dai carabinieri di Firenze una pericolosa banda criminale responsabile di decine di colpi tra rapine, furti e 'spaccate'. I cinque componenti del sodalizio agivano con estrema violenza ed in più casi sono stati autori anche di pestaggi.

“E' stata disarticolata una banda estremamente pericolosa. Agivano con violenza e ferocia, con tecnica quasi militare”, ha confermato Giuseppe Creazzo, illustrando questa mattina alla stampa l'operazione, nel comando di Borgo Ognissanti, assieme al comandante provinciale Antonio Petti, al colonnello Carmine Rosciano del nucleo operativo e al colonnello Michele De Rosa.

Gli arresti arrivano dopo mesi di pedinamenti, appostamenti ed intercettazioni telefoniche, indagini svolte dal nucleo investigativo di Firenze con il contributo del comando di Lucca e delle compagnie di Signa e Borgo San Lorenzo.

La sequenza criminale di colpi registrata in Toscana, Umbria, Veneto ed Emilia-Romagna nel periodo febbraio-giugno 2019 è impressionante: in tale arco temporale gli arrestati sono ritenuti responsabili di almeno 6 rapine presso sale di slot machine e 23 furti con il metodo della 'spaccata'.

Come si vede nel video diffuso dai carabinieri, i cinque utilizzavano motorini ed auto rubate, che scagliavano contro le vetrine dei locali da rapinare.

Nell'area fiorentina i cinque, che agivano sempre a volto coperto, sono ritenuti responsabili, tra gli altri, della rapina alla sala slot Gaming di Campi Bisenzio il 25 febbraio scorso, dei furti all'Obi di Sesto Fiorentino il 26 febbraio, del furto di auto dalla Brandini Auto di Borgo San Lorenzo il 5 marzo successivo e di quello al Trony di Empoli il 22 giugno scorso.

Nel corso delle rapine, impiegati e clienti venivano minacciati con l’uso di una pistola semiautomatica e di corpi contundenti. Talvolta le vittime sono state anche picchiate violentemente, come nel caso del portiere di notte di un hotel di Ravenna, colpito ripetutamente alla testa e alla schiena con un martello.

Nei furti commessi alle concessionarie venivano rubate auto di grossa cilindrata poi utilizzati per sfondare saracinesche e vetrate di negozi di elettronica e abbigliamento. Ciascun colpo fruttava migliaia di euro: tutto il materiale, telefoni cellulari, occhiali di marca e quant'altro, veniva rivenduto in Romania, dove i cinque trovavano “collaudati sistemi di ricettazione”.

Gli autori agivano sempre in un numero minimo di sei unità, travisati e con guanti calzati. Non di rado le auto rubate sono state intercettate dalle forze dell’ordine dopo i furti, ma gli indagati fuggivano attraverso manovre che hanno messo in serio pericolo l’incolumità degli uomini delle forze dell'ordine, per esempio spruzzando dal veicolo in fuga il contenuto di estintori sul parabrezza delle auto di carabinieri e polizia. 

Le indagini sono state condotte anche attraverso l’analisi dei filmati estrapolati da sistemi di videosorveglianza, sopralluoghi e repertamento svolte dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo, permettendo di comporre un imponente quadro probatorio a carico dei cinque destinatari del fermo nonché di due ulteriori appartenenti al sodalizio, già in carcere presso le case circondariali di Prato e Como per reati della stessa tipologia.

E’ stato inoltre accertato come l’organizzazione agisse, con lo stesso modus operandi, anche all'estero (Belgio, Germania e Danimarca), dando luogo a delle vere e proprie ondate criminali della durata variabile, da pochi giorni ad alcune settimane.

E’ stata proprio l’ultima di tali sortite in Italia, avvenuta agli inizi di ottobre (a distanza di mesi dall’ultima presenza documentata in territorio nazionale), a fare scattare gli arresti: negli ultimi giorni, la banda aveva già effettuato sopralluoghi e si apprestava a commettere nuovi reati per poi ripartire alla volta della nazione di origine.

Quattro arrestati sono originari della Romania mentre il quinto è originario dell'Albania, fidanzato con la sorella di uno dei quattro e così entrato nella banda. Tra gli arrestati anche un giovanissimo di 19 anni, mentre il più anziano ne ha 35.

I 4 di origini rumene sono stati arrestati in un appartamento in zona residenziale a Montecatini Terme, dove era stata allestita una vera e propria base operativa. Il quinto uomo invece è stato arrestato a Firenze. Quest'ultimo ora è recluso a Sollicciano mentre gli altri 4 nel carcere di Pistoia. 

Nell’appartamento di Montecatini Terme sono stati trovati e sequestrati una pistola giocattolo e vario materiale da travisamento (maschere, parrucche), utilizzati per le rapine. I quattro erano già stati arrestati in Danimarca nel 2014 ma in seguito rilasciati. Ai cinque finiti in manette sono ora contestati i reati di associazione per delinquere, rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.

Le immagini dei carabinieri: auto e motorini per sfondare le vetrate / VIDEO

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Terremoto: nuova scossa a Barberino

  • Maltempo: rischio nevicate in città

  • Firenze, gli eventi da non perdere questo weekend

  • San Godenzo: arrestato mentre attende il figlio all'uscita di scuola

  • Terremoto Firenze: danni in Mugello, oltre 200 cittadini fuori casa

  • Terremoto in Mugello, al lavoro per identificare la faglia: "Sciame sismico prosegue"

Torna su
FirenzeToday è in caricamento