Sesto, l'asta per il museo Ginori va deserta: il Mibac cerca una soluzione

Nessuna busta è arrivata al tribunale di Firenze

Nulla da fare per il Museo Richard Ginori nella manifattura di Doccia. Anche la seconda asta è andata deserta. Come a giugno 2016, alla cancelleria fallimentare del tribunale di Firenze non è arrivata nessuna busta per l'acquisto del prezioso centro della maiolica, della porcellana e della terraglia di Sesto Fiorentino. E il giudice delegato, a mezzogiorno, ne ha preso atto. Così resta in stallo il destino
del primo polo museale aperto al pubblico nel fiorentino, nato dal genio di Carlo Ginori che lo rese accessibile dal 1754.

Nessun mecenate o imprenditore, in sostanza, anche stavolta si è voluto misurare con i 4.330.700 euro fissati per la base d'asta.
Un esborso, peraltro, legato a doppio filo al vincolo pertinenziale che determina i connotati dell'operazione e che fa del museo, le collezioni e il territorio un tutt'uno, negando di fatto il trasloco delle opere altrove. 

Un buco nell'acqua, il secondo, confermato alla 'Dire' da Sandro Quagliotti, curatore fallimentare della Richard Ginori 1735 spa. Un nuovo passaggio a vuoto anticipato ieri dal sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, a fianco del consigliere per le Politiche culturali Tomaso Montanari, che hanno lanciato un nuovo appello al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, a cui hanno chiesto "un incontro per affrontare una situazione che si fa sempre più delicata".  


Serve, infatti, "una decisione politica, perchè la velocità con cui sta degradandosi la struttura non permette di attendere i tempi della burocrazia". Ma il Mibac sta prendendo a cuore il caso? "Il ministero- risponde Quagliotti- sta esaminando a fondo la situazione per cercare di trovare una soluzione. Posso confermare che il problema non è ignoto nè ignorato dal Mibac, che ha la questione ben presente.
Stanno riflettendo e cercando possibili soluzioni che però, al momento, non ci sono. Anche perchè le risorse sono quelle che sono". 
 
Quello fatto dal ministero, tuttavia, "è già un passo avanti". Proprio per questo, come spiega il curatore fallimentare, almeno nell'immediato futuro non sarà presentata al giudice istanza per indire una nuova asta, la terza. (Agenzia Dire)
 

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di max
    max

    Troppo facile per prendere voti si USA I LAVORATORI DELLA RICHARD GINORI... Prima fa le GUERRE IDEOLOGICHE ... poi va ad ACCATTONARE I VOTI con i lavoratori. Si schiera con il BLOCCO DI SVILUPPO ... poi piange se i lavoratori perdono il posto di lavoro. Se il Nuovo INCENERITORE era già costruito poteve avere dei vantaggi sulle spese costi energia. Ma cosa ne pensa dei LAVORATORI DEL VESPUCCI che vuole mandare a casa ? ACCATTONAGGIO BELLO E BUONO. Purtroppo sgravi sulla BOLLETTA le Aziende non possono usufruire, sviluppo nullo allora CHIUDONO come è normale che sia.. tutto grava sui costi del lavoro che BLOCCA IL NOSTRO PAESE.. ma non si può fare si compra ENERGIA NUCLEARE FUORI DELLA CASA... quella va bene.. Trovo assurdo non fumare se poi tutti in casa FUMANO... tanto si ammalano lo stesso.

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Ex Gonzaga, gli editori dell'Unità interessati all'area: "Ma niente moschea"

  • Cronaca

    Dal 1° Giugno si cambia: Ztl h24 giovedì e venerdì

  • Cronaca

    Nardella, auto intestata alla coop che ha appalti dal Comune

  • Cronaca

    Fortezza da Basso, traffico paralizzato: i bus non escono dalla stazione / FOTO - VIDEO

I più letti della settimana

  • Le Cascine, recuperato cadavere in Arno / FOTO

  • Il Papa arriva nel Mugello

  • Cinghiali in città: incidente stradale per Caterina Biti

  • Paura a Campo di Marte: trova il ladro in salotto 

  • Cinghiali in strada: scatta la battuta di caccia in città

  • Novoli, sgomberato ex hotel occupato da 3 anni / FOTO - VIDEO

Torna su
FirenzeToday è in caricamento