Processo Magherini, la sentenza: condannati tre carabinieri

Condannati in primo grado per omicidio colposo, a 7 e 8 mesi, tre dei quattro militari militari imputati. Assolti i volontari della Croce Rossa

L'aula del processo il giorno della sentenza

Il tribunale di Firenze ha condannato in primo grado, per omicidio colposo, tre dei quattro carabinieri imputati nel processo per la morte di Riccardo Magherini, deceduto il 3 marzo 2014 durante un fermo da parte dei Carabinieri in Borgo San Frediano. Sono stati condannati a sette mesi di reclusione il maresciallo Stefano Castellano e l'appuntato Agostino Della Porta, condannato a 8 mesi l'appuntato Vincenzo Corni. Il quarto militare imputato, Davide Ascenzi, è stato invece assolto.

Assolti, per non navere commesso il fatto, anche i tre volontari della Croce Rossa che arrivarono sul luogo del fermo con la prima ambulanza: Claudia Matta (per la quale il pm Luigi Bocciolini aveva chiesto una condanna a 9 mesi), Janeta Mitrea e Maurizio Perini, quest'ultimo deceduto nel corso del processo a seguito di un incidente stradale. Per l'appuntato Corni era stata chiesta la condanna anche per il reato di percosse, reato per il quale il giudice, Barbara Bilosi, ha ritenuto non doversi procedere "per difetto di querela".

Al momento della lettura della sentenza l'aula era gremita di amici e parenti di Riccardo Magherini e di volontari della Croce Rossa. "Volevamo questa condanna per Brando (il figlio di Riccardo Magherini, che ora ha 4 anni, ndr) - commenta a caldo Guido Magherini, il padre -. Quando sarà grande saprà che suo padre è stato ucciso da tre persone che non sapevano fare il loro mestiere, persone che oggi posso definire delinquenti".

"Le condanne sono lievi, ma siamo contenti perché rappresentano un punto di partenza importante per affrontare il processo d'appello e la Cassazione in maniera giusta", aggiunge Andrea, il fratello di Riccardo, dedicando anche lui questa giornata al piccolo Brando. "Il momento più difficile? Sicuramente quando il corpo di Riccardo è stato tenuto 7 mesi in cella frigorifera, perché non venivano fuori gli esiti dell'autopsia: una ferita rimasta aperta a lungo prima di potergli dare sepoltura".

Nel dispositivo della sentenza, letto dal giudice, i carabinieri condannati sono ritenuti "responsabili del reato, in cooperazione colposa fra loro, concorso a determinare la morte di Magherini per arresto cardiorespiratorio per intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico". L'averlo tenuto ammanettato a terra prono, a pancia in giù, si legge ancora nel dispositivo, ha costituito "una situazione idonea a ridurre la dinamica respiratoria".

La difesa dei carabinieri aveva invece sostenuto che le cause della morte dovevano essere imputate all'assunzione di cocaina e alcol e alla responsabilità del 118, che inizialmente inviò in Borgo San Frediano una prima ambulanza con dei volontari e non l'auto medica richiesta dai militari.

Il giudice ha disposto la sospensione della pena. "Oggi non ha vinto nessuno perché Riccardo non c'è più - conclude Andrea Magherini -. E' stato ucciso dalla cattiveria, dalla superficialità e dall'ignoranza. Un grande grazie a chi ci è stato vicino tutto questo tempo". Il processo proseguirà in appello.

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