Scuole non statali in Toscana: a rischio 100 posti di lavoro

La FLC Cgil Toscana chiede l'apertura di un tavolo di crisi alla Regione Toscana

Sono quasi 100 i posti di lavoro a rischio nel settore delle scuole private, oltre a una dozzina di edifici chiusi, l'aumento dei casi di morosità e il calo degli iscritti. E' questa la fotografia delle scuole non statali in Toscana fatta dalla FLC Cgil Toscana questa mattina durante un incontro stampa. Una situazione dovuta alla persistente crisi economica che non accenna a dare respiro e che iniza a far sentire i suoi effetti anche nel settore delle scuole non statali.

Alle condizioni prima citate, va aggiunto anche passaggi di contratto, peggioramento delle condizioni lavorative, diminuzione dello stipendio fino anche a 300 euro mensili lordi.

Un cedimento che preoccupa molto i sindacati non solo per le ricadute occupazionali, ma anche per le conseguenze sulla qualità del servizio offerte e sulle famiglie.

Per questo motivo il segretario regionale della FLC Cgil Toscana Alessandro Rapezzi ha scritto una lettera al vicedirettore dell'Usr Toscana e all'assessore regionale all'istruzione della Regione Toscana per chiedere l'apertura di un tavolo di crisi sul settore, per far in modo che le scuole, soprattutto quello piccole e situate in particolari zone geografiche, non si sentano abbandonate.

“In questo ultimo anno scolastico il settore delle scuole non statali è stato attraversato da una forte crisi che ha comportato chiusure di scuole, passaggi di proprietà o cessioni di ramo d'azienda, ristrutturazioni del personale con cambi di contratto e/o licenziamenti - hanno spiegato Rapezzi, Leonardo Croatto e Daniele Monticelli di Flc Cgil. Questi processi hanno riguardato alcune centinaia di persone e soprattutto coinvolgono una tipologia di servizio di oggettiva rilevanza sociale per il sistema di istruzione toscano: la maggior parte delle scuole opera nel settore della scuola dell'infanzia/asili nido, che, non essendo scuola dell'obbligo, ha maggiormente risentito delle carenze di investimenti statali sul settore”.

Un settore che in Toscana, grazie ai significativi investimenti da parte del governo regionale, vede l'impiego di sezioni Pegaso con oltre 21 milioni di euro di finanziamento, sezioni Primavere con contributi a scuole paritarie pari a 3,7 milioni di euro e l'introduzione dei voucher per la famiglie con 1,5 milioni di euro, cerca di tenere, ma la situazione sta diventando difficile.

Secondo Rapezzi l'istituzione di un tavolo di crisi, “può permettere di monitorare la situazione, valutarne gli effetti sul territorio e supportare i processi di reinvestimento sul settore”.

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Dal sindacato ci tengono a sottolineare che non è una situazione che riguarda una solo provincia, ma è un fenomeno di livello regionale che coinvolge Firenze, Prato, Arezzo, Grosseto, Pisa e anche le altre città. Nella Provincia di Firenze si parla di 3 asili nido chiusi, e di circa 15 licenziamenti. I comuni interessati sono stati Scarperia, Lastra a Signa e Scandicci.

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