A scuola solo se vaccinati: obbligo in Toscana

Approvata la legge regionale

Il Consiglio regionale della Toscana dà l'ok alla legge promossa dal Partito democratico sulla prevenzione vaccinale. A esprimersi a favore un fronte trasversale che vede coagularsi, al momento del voto, i dem con Articolo Uno-Mdp, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Contrari, invece, Lega, Movimento 5 Stelle e Si'- Toscana a sinistra. La normativa sancisce che in Toscana per iscriversi a nidi e materne bisognerà mettersi in regola con le dieci vaccinazioni previste dal ministero della Salute. Il requisito viene, dunque, confermato già da quest'anno scolastico.

La legge portata avanti, in prima persona, dal presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli (Pd), prevede anche iniziative per monitorare gli esiti delle immunizzazioni e forme di informazione e di ascolto. L'obbligo, introdotto dalla legge Lorenzin l'anno scorso, sta dando peraltro i frutti attesi. L'obiettivo, adesso, è raggiungere il 97% della copertura.

Un differimento o un'omissione della vaccinazione sarà ammissibile solo in casi accertati di pericoli concreti per la salute del minore, in relazione alle sue condizioni cliniche. 

Nei giorni scorsi, prima dell'obbligatorietà regionale, il Cliva (Comitato per la Libertà di Scelta Vaccinale) ha denunciato che in Toscana non è così semplice avere una informazione adeguata e corretta sui vaccini. "Chissà se i genitori saranno messi nelle condizioni di poter porre serenamente quesiti rispetto alla salute del proprio bambino e all’applicazione di un piano vaccinale standardizzato e inflessibie - ha fatto sapere il Comitato - e se finalmente i medici saranno obbligati, magari da protocollo, a fare segnalazione di sospetta reazione avversa (a prescindere!) senza lasciare i genitori – naturalmente e comprensibilmente dedicati alle cure del figlio – a barcamenarsi tra porte in faccia e complicate procedure troppo più grandi di loro". 

LA LETTERA DELLA ASL ALLA MAMMA 

Il Comitato ha parlato inoltre della delibera del 2014 della Regione Toscana per la quale "si garantisce a tutti i cittadini (senza etichetta alcuna…pro vax, free vax, no vax,…) un consenso informato libero da pressioni psicologiche, la consegna di materiale informativo con congruo anticipo che comunque non potrà sostituire il colloquio orale e si stabilisce che fra il colloquio e il consenso informato si debba garantire di poter riflettere sulle proprie scelte". Ma sembra che non sia così semplice avere un colloquio approfondito con i presidi sanitari . Una mamma ha reso pubblica una lettera in cui denuncia l'atteggiamento delle Asl. L'azienda sanitaria le avrebbe scritto che "il colloquio è rivolto a entrambi i genitori (nel caso di presenti un solo genitore, questi deve essere in possesso della delega dell’altro), tutori/soggetti affidatari, avrà durata massima di 20 minuti, sarà unico, avverrà nel rispetto della privacy…. …Alla conclusione del colloquio, verrà consegnato il piano vaccinale contenente tutte le dosi e i richiami previsti in base all’età e alla situazione vaccinale del minore e verrà prenotato l’appuntamento per le vaccinazioni.”

"Evidentemente, come troppo spesso accade in Italia, le regole non sono uguali per tutti - ha commentato il Cliva -. Noi genitori e soprattutto i nostri bambini non meritiamo più di 20 minuti di tempo e la tanto sponsorizzata informazione consapevole è solo una delle tante chiacchiere dei politici e di chi dovrebbe fare leggi a tutela di tutti, non solo di chi la pensa come loro"

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