La RSU GKN proclama per la giornata di venerdì 22 giugno 8 ore di sciopero contro la riforma del mercato del lavoro e contro la riforma delle pensioni. “Come discusso – si legge in una nota sindacale – nella scorsa assemblea, valutato lo scenario nazionale che si sta generando sul tema riforma mercato del lavoro e pensioni, la RSU GKN denuncia il clamoroso silenzio nel quale è piombata l’azione di questo governo, sorretta da partiti politici che talvolta si permettono di inneggiare al lavoro come bene da difendere ma solo per esercizio lessicale e non per pratica quotidiana”.
“I Lavoratori si ricorderanno bene nelle urne i nomi di quei partiti e li metteranno davanti alle proprie responsabilità. Anche i più grandi sindacati hanno saputo solo balbettare davanti al più grande attacco di tutti i tempi al mondo del lavoro; alla riforma delle pensioni,targata Fornero, hanno risposto con 3 ore di sciopero e una serie infinita di comunicati stampa, come se la battaglia dei diritti dei lavoratori si potesse vincere a suon di e-mail..!!!”
“Quello che si prospetta è una situazione nuova, mai vissuta dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, oggi, in Italia perché se passa questo attacco (che non sarà di certo l’ultimo) non avremo più importanti tutele che da sempre ci accompagnano tutti i giorni nella nostra attività lavorativa ; dunque la storia si ripete quando i sindacati più grandi prendono strade non condivise dai lavoratori, i Lavoratori si riprendono la parola , come gli autoconvocati del 84’ e del 92’\ 93’”.
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“Il diktat dei mercati e della grande finanza che sta strangolando ora la Grecia ora il Portogallo , la Spagna e per chi non se ne fosse accorto, anche l’Italia, ha come complici tutte le forze politico-sindacali che avvallano tacitamente o esplicitamente queste decisioni con le parole e con i fatti. Per questo il protagonismo dei Lavoratori è l’unica via di uscita, per i Lavoratori ma anche per il sindacato che non può essere ridotto a pura e semplice testimonianza; questo i Lavoratori non lo vogliono e non lo possono permettere”.





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