L'Ataf si ferma per 4 ore: disagi per chi rientra tra le 17:30 e le 20:30

E' sciopero oggi per i servizi dell'Ataf che saranno fermi per quattro ore: dalle 17:30 alle 20:30 i bus e dalle 20:30 fino a fine servizio la tramvia. Le proteste riguardano i tagli applicati dal governo ai trasporti pubblici

Continuano a crescere le tensioni in casa Ataf a causa dei tagli del governo ai trasporti pubblici. Oggi saranno quattro le ore in tutto di stop concentrate nell'orario di rientro da lavoro, dalle 17 e 30 alle 21 e 30 si fermeranno gli autisti dei bus e dalle 20.30 fino a fine servizio quelli della tramvia. Chi viaggia in bus e in tramvia dovrà fare i conti oggi con possibili disagi.

«Nessuno ci ha informato sulle ripercussioni che questi tagli avranno su Ataf – denuncia Alessandro Nannini, coordinatore della rsu – vogliamo essere informati su nostro futuro e sulle prospettive dell'azienda». A gennaio i tagli diventeranno una realtà e le aziende di trasporto dovranno fare i conti con minori entrate.

Questo si tradurrà in una riorganizzazione del servizio: «Cercheremo di mantenere le corse per i pendolari e gli studenti – afferma l'assessore provinciale ai trasporti Stefano Giorgetti – ma dovremo tagliare almeno 4 milioni di chilometri di percorrenza dei bus. Pensiamo di diminuire il servizio nei giorni festivi e tagliare le ultime corse, dove possibile. Non saranno cambiamenti unilaterali nelle diverse città, terremo conto delle necessità del territorio».

Ma lo scontro fra sindacati e azienda riguarda anche vecchie questioni irrisolte: «Da quando è stata abbattuta la pensilina di Toraldo di Francia – afferma Americo Leoni della Faisa – gli autisti di riserva o che attendono i cambi di turno alla stazione di Santa Maria Novella non sanno dove andare». E poi c'è il problema dei permessi per la sosta accanto al deposito di viale dei Mille e in via Aleardi. In passato Ataf metteva a disposizione 40 abbonamenti per coloro che arrivavano la mattina preso per far partire le prime corse, e quindi erano costretti a usare il mezzo privato: «Con i nuovo piano sosta ci sono stati tolti – denuncia Nannini – non si tratta di un privilegio, ma di un'esigenza legittima di chi è impossibilitato a prendere il mezzo pubblico».

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