Friday For Future, in 20mila per il terzo sciopero del clima: "Ora ascoltateci" / FOTO - VIDEO

Un fiume di giovanissimi con il Fridays For Future: "Non votiamo ma siamo in piazza per farci sentire"

I giovani in piazza per lo sciopero del clima

Migliaia e migliaia di persone, in gran parte giovanissimi, hanno sfilato questa mattina a Firenze, come in altre 180 città d'Italia, in occasione del terzo sciopero globale per il clima, sull'onda del movimento globale lanciato dalla 16enne svedese Greta Thunberg.

Dalle 9 del mattino un fiume di giovani ha iniziato a riversarsi verso piazza Santa Maria Novella, dove il corteo è partito intorno alle 10, aperto dallo striscione 'Respect existence or expect resistance', 'Rispetta l'esistente o aspettati resistenza'.

Corteo colorato e variopinto, tantissimi i cartelli, i cori e gli striscioni. 'Basta negare, la terra sta morendo', 'Il silenzio non è un'opzione', 'Non esiste un pianeta B', 'Salviamo il mare', 'Basta plastica'.

Naturalmente è 'presente' Greta, riecheggiano le sue parole e il suo volto appare in diversi cartelli. 'How you dare?' 'Come osate?' si legge in uno di essi, che riporta le parole della 16enne svedese sbattute in faccia ai potenti del mondo pochi giorni fa all'Onu.

A sfilare anche giovani coppie di genitori con bambini piccoli, insegnanti e cittadini comuni. Ma i veri protagonisti di oggi sono loro, i giovanissimi. Tantissimi hanno appena 12, 13, 14 anni, ma la consapevolezza sembra già molta, a dispetto di chi, tra gli 'adulti', ha cercato di banalizzare le ragioni di questo movimento, anche con attacchi personali a Greta Thunberg.

"Rimarrà nella storia, ha fatto e sta facendo quello che andava fatto già molto tempo fa", dice Giara, 13enne. Accanto a lei Viola, di un solo anno più grande. "Quelli che l'attaccano? Sono dei poveretti, hanno paura di affrontare la realtà".

Intanto il serpentone passa da piazza della Repubblica e poi vira verso Palazzo Vecchio. 'Il pianeta è nostro e ce lo riprendiamo, i partiti in piazza non li vogliamo', è uno dei cori che si ascoltano più spesso.

Dario Nardella capisce l'antifona. Alla testa del corteo c'è un nocciolo duro dei contestatori, campeggia anche un 'vecchio' striscione che contesta, insieme, i volti del primo cittadino al pari Salvini e Di Maio. Così il sindaco, al contrario di quanto annunciato, non si unisce al corteo, ma ai giornalisti lascia una battuta.

VIDEO - Dentro il corteo per le vie di Firenze

"Non voglio usare questo movimento, la cosa bella è che è plurale e libero. E' bello vedere questi ragazzi esprimere il proprio pensiero con grandissima libertà. E' un bene prezioso, 'noi' dobbiamo solo rispettare la libertà di questi ragazzi, che sono in piazza senza farsi rappresentare da nessuno", le parole del sindaco, che rivendica le azioni effettuate nel passato ("la tramvia, la mobilità elettrica, 12mila alberi piantati"), rinnova l'impegno a favore di politiche ambientali e promette nuovi passi avanti, "a partire dagli incentivi per sostituire le vecchie caldaie, dalla raccolta differenziata, dallo 'scudo verde' intorno alla città per fermare i veicoli più inquinanti".

Quel 'noi' però, che rappresenta 'la politica', è quello che i ragazzi in piazza più contestano. "Invece delle parole il sindaco stia in ufficio a lavorare concretamente", scriveva ieri il Fridays For Future Firenze, che ha organizzato la manifestazione, nella nota stampa ufficiale.

"Siamo minorenni, non possiamo guidare, non possiamo votare, ma possiamo essere qui in piazza per chiedere alla polica di ascoltarci", incalza una giovanissima dal megafono, aprendo il corteo.

"Spetta ai giovani impegnarsi e noi dobbiamo consentirglielo. E' giusto essere in piazza, non ci sono solo i libri", scandisce Marika, insegnante 53enne di diritto. Parole che suonano come musica alle orecchie dei ragazzi lì accanto.

La manifestazione termina in piazza Santissima Annunziata. Questa mattina si era parlato di 10mila partecipanti, ma sono stati probabilmente di più. La questura ha detto 15mila. Forse erano 20, 25mila. La gran parte di loro, come rimarcano loro stessi, nemmeno possono votare. Ma non per questo è più possibile girarsi dall'altra parte senza ascoltarli.

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