Scarperia: il rumore dell’Autodromo del Mugello arriva sui banchi del consiglio regionale

Il circuito potrebbe passare di competenza alla Regione

Foto d'archivio

La questione del rumore dell'autodromo del Mugello è arrivata sul tavolo della commissione ambiente del consiglio regionale, guidata da Stefano Baccelli (Pd), in occasione della discussione sulla proposta di legge che introduce una disciplina specifica per il circuito.

Dopo aver ascoltato categorie economiche del territorio e il comitato ‘Il suono del Mugello’, su fronti opposti, Baccelli ha loro risposto: “La normativa non può essere panacea di tutti i mali. Serviranno interventi diretti sul territorio per coniugare imprese e residenti. Il punto di equilibrio va trovato perché le ricadute economiche, occupazionali e d’immagine sono evidenti e riconosciute da tutti”.

Il presidente ha parlato a conclusione della seduta di martedì scorso e ha identificato come interventi da fare fuori dal contesto della legge (in realtà si tratta di una modifica di una legge regionale del 1994 sullo sport): “Opere di mitigazione dell’inquinamento acustico, monitoraggi puntuali, verifiche, regole di gestione del circuito”.

Il testo è alla sua prima stesura all’esame della commissione, prevedrebbe il passaggio della competenza del circuito, di proprietà di un ramo di azienda della Ferrari, alla Regione. 

Il vicepresidente della commissione, Giacomo Giannarelli (M5S), ribadisce la necessità di "risolvere il conflitto". "L’autodromo è strategico per il Mugello ma i cittadini non devono restare indietro e propongo il recepimento massimo della normativa nazionale e di sostenere l’amministrazione comunale attraverso l’intervento di Arpat, organo terzo, per il monitoraggio”. 

Tommaso Fattori, capogruppo Sì-Toscana a sinistra, nutre invece dubbi sulla “strategicità pubblica” del circuito nato nel 1974 e, citando il comitato, ha dichiarato: “Non può essere considerato alla stregua di un’opera di interesse come ad esempio un aeroporto”.

La denuncia del comitato ‘Il Suono del Mugello’

“Siamo preoccupati perché sfruttano una legge regionale sullo sport (la 48 del 1994) per veicolare un cambio sostanziale del Dpr 304 del 2001,aggiungendo l’articolo 8bis che toglie competenza e responsabilità al Comune di Scarperia, scambiando di fatto elementi sostanziali di una legge dello Stato che dovrebbe avere valore superiore - ha dichiarato Sergio Pietracito del comitato -. In questo modo si derubrica un problema ambientale, appunto l’inquinamento acustico, a uno sportivo. Così in un colpo solo sono eliminati tutti i monitoraggi e le deroghe (che saranno di 280 giorni più 1 giorno di stop più altri 280 giorni e così all’infinito) per 5 anni e il sindaco si toglie ogni responsabilità. Inoltre il sindaco Ignesti, in commissione, ha detto che non si può usare il termine inquinamento acustico: noi diciamo con forza che c’è, infatti non capiamo il motivo di tale affermazione visto che le autorizzazioni sinora rilasciate dal comune, sono fatte in base alla legge 447 del 26 ottobre 1995 che recita al primo articolo: “La presente legge stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico ai sensi e per effetti dell’art. 117 della costituzione”.

"Come indicato da Arpat - ha proseguito Pietracito - le misurazioni dovrebbero essere fatte presso i recettori più sensibili per dare un parere sul reale impatto sulla salute. Nell’ultimo mese stanno misurando il rumore in presenza di mancanza di attività, visto che piove da almeno 30 giorni,  e hanno messo tutti i fonometri in posizioni assurde e non nelle proprietà (per esempio il mio fonometro è posizionato vicino a una galleria della Tav con scarpata in direzione autodromo che riduce il rumore). Non esiste un controllo terzo, ci sarebbe Arpat ma deve essere chiamata dal Comune. Anziché migliorare il Dpr 304 del 2001 si pensa a una legge regionale che scardina di fatto quella nazionale senza nessuna attenzione ai diritti di chi subisce l’inquinamento acustico”.

"Secondo l’articolo 41 della Costituzione l’iniziativa economica privata è libera. Non Può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza,alla libertà e alla dignità umana. Sarebbe auspicabile una riflessione da parte dei soggetti  coinvolti su questi  punti come abbiamo  affermato in commissione", ha concluso Pietracito. E il comitato ha dichiarato: "E' necessario regolamentare i silenziatori per le prove libere e i test". 

Autodromo del Mugello: il rumore fa impazzire glia abitanti / VIDEO

La risposta al comitato ’Il suono del Mugello’

La messa in sicurezza dei cittadini, la tutela della salute pubblica sono prerogative indiscutibili,  ha detto il presidente della commissione ambiente rispondendo ai rappresentati del comitato che lamentano, tra l’altro, la mancanza di dati certi, o comunque “parziali e di dubbia valenza”, rispetto all’inquinamento acustico.

Il Comune di Scarperia e San Piero a voce del sindaco Federico Ignesti ha dichiarato: “L’amministrazione non ha ricevuto alcuna condanna per aver adottato atti che potessero in qualche modo compromettere la qualità ambientale e quindi di vita dei cittadini”. 

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Ignesti ha parlato delle azioni portate avanti nell’interesse del territorio, residenti e categorie economiche, e chiarisce come l’iniziativa, nel tempo, si sia fatta più stringente: “Abbiamo ridotto le giornate in deroga da 305 a 260, rivisto l’orario di utilizzo del circuito dalle 9 alle 18.30, salvo eventi di particolare rilievo che necessitano di tempi diversi, previsto una fascia oraria sui test e limitato il numero massimo dei veicoli in pista, 60 auto e 80 moto”. Il sindaco ha continuato dicendo: “Non ci risulta alcun inquinamento ambientale ma abbiamo comunque chiesto al gestore l’installazione di barriere arboree”.  

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