Rovezzano-Bellariva: un quartiere difficile tra accampamenti improvvisati e sporcizia / FOTO

I residenti chiedono più controlli e un parco rinnovato

Quando si scende dalla stazione di Firenze Rovezzano in direzione di via della Chimera si rimane colpiti dallo stato di abbandono della zona. Sacchi di plastica, rifiuti di ogni tipo, materassi (utilizzati probabilmente come giaciglio per consumare atti sessuali), siringhe (qui gli eroinomani vengono a bucarsi lontani da occhi indiscreti) e poi veri e propri accampamenti di senza tetto.

Qualche settimana fa sono stati mandati via i cittadini di origine romena che si erano stanziati dentro una siepe vicina alla stazione. Mentre lungo il torrente Mensola ci sono ancora, un abitante della zona dice che in questi giorni è arrivata una nuova famiglia. “Vivono prevalentemente di ricerca e commercio di materiale ferroso” spiega Paolo Maddalena dell’associazione ‘Comitato stop degrado’ che prosegue: “Qui ci sono grandi problemi di igiene, spesso vediamo passare ratti. Fortunatamente l’amministrazione ci ascolta, l’accampamento in fondo al parcheggio è stato smantellato a seguito di nostre segnalazioni”.

A Rovezzano la raccolta e lo smaltimento illegale di rifiuti sembra essere diventato un business. Gli abitanti spesso trovano rifiuti nocivi, come vernici o oli, accanto ai cassonetti. Ma i problemi del quartiere non finiscono qui. Il parco di Villa Favard è frequentato da molte famiglie però le strutture non sono adeguate. Alcuni alunni della scuola elementare Nuccio hanno scritto una lettera al sindaco Nardella in cui gli hanno chiesto un campo da calcio, giochi per bambini grandi e piccoli e nuovi canestri per giocare a basket. Il parco è grande e abbastanza pulito però non offre molto ai piccoli: ci sono solo 3 altalene e un vecchio canestro senza rete.

"Pierguidi (ndr il presidente del Quartiere 2) ci aveva promesso nuovi giochi, ci avevo detto ‘li ho già, basta portarveli’, sono passati due anni e dei giochi non abbiamo visto neanche l’ombra” racconta un genitore arrabbiato. “L’altro giorno sotto all’abete ho trovato una siringa, l’ho presa e buttata via, avevo paura per i miei figli” spiega una mamma. Infatti il parco d’estate chiuderebbe alle 20 però un’entrata rimane aperta pertanto diventa il ritrovo di alcuni tossici e senza tetto. Non c’è neanche un lampione al suo interno quindi il luogo si presta per coloro che hanno bisogno di nascondersi. Nel parco c’è inoltre la famosa ‘montagnola’ una specie di piccola collinetta dove i bambini giocano a nascondino ma diventa un giaciglio per i clochard quindi vengono ritrovati cuscini, materassi o escrementi umani. “La ‘montagnola’ andrebbe rasa al suolo" dice un altro genitore.

Altro punto critico del parco è la situazione della Cappella Gentilizia. Quest’ultima è di proprietà privata, il suo perimetro è separato dal parco da una recinzione che però è spesso bucata: gli spazi attorno alla cappella si trasformano in bivacchi improvvisati inoltre ci sono dei tombini abbandonati, se un bambino va a giocarci rischia di farsi male. Un mese fa l’associazione ‘Comitato stop degrado’ ha ricoperto i buchi della recinzione assieme ai ragazzi dell’Ass.C.A. (associazione cerebrolesi acquisiti) però dopo pochi giorni la nuova rete era già stata divelta da qualcuno.

Il quartiere dovrebbe essere uno di quelli toccati dal nuovo piano per le periferie dell’amministrazione comunale. Probabilmente qui arriveranno anche i vigili di quartiere. Vedremo se la situazione cambierà nei prossimi mesi.

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