Rivolta degli invalidi contro la pedonalizzazione del sindaco Renzi

Renzi chiude via Tornabuoni così i disabili presidiano Piazza Pitti ed invitano il sindaco ad attraversare la piazza in carrozzina

Fra le attese, le lamentale, gli auspici e le speranze alla fine il giorno “X” è arrivato. Firenze si è svegliata con l’area pedonale più grande d’Europa. Sei ettari di zona off limits per le automobili che lasciano il centro storico fiorentino a portata di ciclista e pedone. Una vera e propria rivoluzione della viabilità con 42 sensi di marcia invertiti, percorsi di autobus modificati e spostamenti di porte telematiche. A dare il via alla pedonalizzazione è il promotore del piano tutti a piedi: il sindaco Matteo Renzi che alle 9 di questa mattina ha chiuso la catena che impedisce il passaggio di auto e motorini in via Tornabuoni. “Ci riprendiamo un pezzo di città – ha spiegato il sindaco – con l’area del Duomo e la zona Tornabuoni – Pitti senza macchine Firenze torna capitale del benessere”.


Da oggi, quindi, la viabilità urbana ha un altro volto. I radicali cambiamenti hanno provocato confusione fra residenti, commercianti e tassisti che, in mattinata, si sono fronteggiati per la prima volta con il piano pedonale. I percorsi non sono chiari, c’è sorpresa e sbigottimento nello scoprire sensi di marcia invertiti e zone chiuse al traffico. Il tarlo che accompagna gli automobilisti autorizzati è unanime “Posso passare da qui?”. Una domanda molto nota ai Vigili Urbani che presidiano i principali punti di accesso alla zona pedonale. Tutti armati di cartine con le diverse tipologie di aree pedonali e i nuovi sensi di marcia ben segnalati, gli operatori della "Municipale" hanno pazientemente fornito indicazione, dato dritte sui passaggi e chiarito i divieti e gli attraversamenti consentiti.

TRAFFICO -  Le prime ore di pedonalizzazione sono state, tutto sommato, abbastanza tranquille. A parte qualche discussione con i Vigili Urbani o giri a vuoto in attesa di trovare la giusta direzione, non si è registrata una situazione confusionale. Il cambiamento radicale della viabilità nelle prime ore della mattinata non è apparso nella sua totale complessità. A parte colonne di traffico in Via della Vigna Nuova e Lungarno Guicciardini durante l’orario di scarico merci e la finestra consentita per il passaggio dei residenti, a transitare nelle zone pedonali sono per lo più taxi. Ma gli scettici del tutti a piedi attaccano quella che per loro è solo un’apparente tranquillità: “Oggi è un giorno festivo, il peggio deve ancora arrivare, lunedì o peggio a settembre vediamo”. Sono parole che risuonano unanimemente fra tassisti, residenti e commercianti. Si aspettano, quindi, giornate a pieno regime per una valutazione effettiva della pedonalizzazione. I promotori del piano hanno già messo in conto i disagi iniziali che il cambiamento della viabilità comporterà, per questo il sindaco ha invitato i cittadini ad evitare di prendere la macchina nella prima settimana e ha rassicurato: “non sarà l’inferno”.

GUARDA LA PROTESTA CONTRO IL SINDACO
RIVOLTA - Le polemiche, mentre il sindaco si divideva fra le celebrazioni di San Giovanni e l’avvio istituzionale della pedonalizzazione, non sono mancate. Cuore della contestazione Piazza Pitti dove dalle 10,30 gli invalidi hanno organizzato un presidio per contestare un piano pedonale che “ci bolla come cittadini di serie B”. La Consulta Comunale degli invalidi ha invitato il sindaco Renzi ad attraversare Piazza Pitti in carrozzina: “che provi quello che proviamo noi” afferma il Presidente Michele Cirricione. I sei parcheggi riservati dietro l’edicola della piazza non rassicurano i diversamente abili che reputano difficoltoso e pericoloso attraversare la storica piazza ora pedonalizzata. “Noi siamo delle sirene senza l’uso delle gambe – spiega un invalida – per noi percorrere 80 metri in Piazza Duomo o Piazza Pitti è come scalare l’Everest”. In più Via dello Sprone (l’attraversamento riservato per raggiungere Piazza Pitti) è ritenuta troppo stretta, non adatta al passaggio di auto più  voluminose di una utilitaria. A niente sono servite le rassicurazioni del sindaco che ha sottolineato l’accessibilità del centro agli invalidi: “Noi non ci stiamo” è la risposta che arriva dalla piazza “questo piano ci rottama, noi che siamo già rotti”. La protesta si protrae fino all’ora di pranzo quando ad arrivare non è il sindaco ma l’assessore alla mobilità Massimo Mattei che cerca di esporre i principi e i cambiamenti effettivi del piano d’avanti a disabili intenzionati a “non lesinare sul diritto alla mobilità e alla fruibilità del centro storico”. Da Palazzo Vecchio arrivano segnali di apertura al dialogo: previsto per martedì un incontro fra la consulta degli invalidi l’amministrazione comunale.

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