Rivolta cinese a Sesto Fiorentino, Calleri: "Odore di triadi"

Il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto: "Si indaghi a fondo"

I lavoratori cinesi (la foto postata dal sindaco Falchi)

La rivolta cinese di ieri all'Osmannoro potrebbe essere "non del tutto spontanea". Lo pensa Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, che in un'intervista a Lady Radio ha analizzato la dinamica della protesta. Protesta, che durante la notte è sfociata in scontri tra lavoratori cinesi e forze dell'ordine, e che stamani ha visto un centinaio di loro andare al Palazzo di Giustizia in sostegno ai due fermati dopo i tafferugli. Qui alcuni di loro hanno spiegato di voler organizzare una manifestazione per domenica prossima. I cittadini cinesi, che poi si sono recati sotto il consolato, una delegazione è stata ricevuta, lamentano infatti trattamenti troppo severi nei loro confronti da parte della forze dell'ordine. 

I tafferugli erano scaturiti dopo un controllo nei capannoni, un imprenditore avrebbe spintonato gli addetti dell'Asl dopo che gli avrebbero riscontrato irregolarità; quindi sarebbero intervenuti i carabinieri ma l'uomo avrebbe usato il figlio piccolo come scudo. Il bambino verrà portato in ospedale a titolo precauzionale. Ma il tam tam tra cittadini orientali già correva, la comunità cinese tra Firenze e Prato è tra le più popolose d'Italia, facendone accorrere a centinaia in piazza Marconi. Sul posto, dove poi tutto è degenerato, anche il neo sindaco di Sesto Lorenzo Falchi: "Ho già un appuntamento con il Prefetto - ha scritto oggi su Facebook - al quale chiederemo di coordinare al meglio gli interventi tra i diversi soggetti, così da permettere a chiunque di svolgere il proprio lavoro nel miglior modo possibile in sicurezza. Oltre a questo chiederemo al più presto un incontro al Console cinese per affrontare la questione e capire come ripartire dal rispetto delle regole e degli altri".

Dalla tensione del pomeriggio si è passati ai tafferugli nella notte. Scontri su cui la politica oggi sè scatenata per la richiesta di maggiori controlli o per criticare quanto fatto all'amministrazione. Commenti tra cui spicca quello del presidente Calleri che, come detto, avanza l'ipotesi di come non possa essere esclusa una macchinazione. "Premesso che non faccio di tutta l'erba un fascio - spiega - il comportamento di ieri, con la reazione ad un controllo di legalità, ricorda molto le reazioni che si vedono in alcune zone d'Italia ad altissima densità mafiosa". Per questo "bisogna indagare a fondo, perché ieri ho sentito un forte odore delle triadi" ed è necessario "intensificare i controlli". Calleri non vuol sentir parlare di "accanimento" nei confronti della comunità orientale: "Va ripristinata la legalità, non posso dare a nessuna comunità, né italiana né straniera, la possibilità di controllare un territorio senza che nessuno possa entrare da fuori". 

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