Inceneritore di Firenze: stop dall'Ue, niente fondi

Dopo la sentenza del consiglio di Stato arriva lo stop dell'Europa

Mamme no inceneritore a un presidio

Doveva sorgere tra i Comuni di Sesto,Firenze e parte di Campi il nuovo inceneritore di Firenze (nell'area di Case Passerini) ma l'Ue ha dato un ulteriore freno al progetto.

La BEI, la Banca Europea degli Investimenti,ha cancellato gli 80 milioni (su un costo totale di 150 milioni) di finanziamenti previsti e stanziati per la costruzione dell'inceneritore di Firenze. In parallelo sono decaduti anche i finanziamenti previsti dal Gestore del Sistema Elettrico per ottenere incentivi alle fonti rinnovabili e che avrebbe dovuto sostenere l'impianto per 20 anni.

La società che dovrebbe costruire l'inceneritore di Firenze, in conclusione, oggi si trova a non avere più l'Autorizzazione Unica a costruire (annullata da una sentenza del Tar e dal Consiglio di Stato) e finanziamenti utili per la costruzione e la gestione dello stesso. Qthermo (società costituita da Alia e Hera) che avrebbe progettato e costruito l'impianto, a novembre scorso aveva presentato alla Regione un riesame dell'autorizzazione. Purtroppo tale autorizzazione è venuta meno visto che non sono state presentate, ancora una volta, le opere di mitigazione e compensazione dell'area in vista della costruzione dell'impianto. Prima il Tar e poi il Consiglio di Stato avevano bocciato l'opera proprio per questa mancanza.

"L'inceneritore sarebbe stato costruito ad appena 8 chilometri dal Duomo di Firenze - spiega Niccolò del comitato 'Mamme no inceneritore' - esultiamo per qust' ultima decisione europea, ma non troppo. Chiediamo al governatore Rossi di redigere un nuovo piano regionale dei rifiuti che ci promette da oltre un anno". 

Per il comitato  la Regione dovrebbe andare verso un sistema di raccolta differenziata porta a porta arrivando alla tariffazione puntuale (in sostanze l'utente paga solo quello che produce). "In Toscana - continua Claudio - la tariffazione puntuale non c'è nonostante ci siano zone (come la Valdisieve, ndr.) che hanno altissimi livelli di raccolta differenziata. Per esempio a Treviso la tariffazione puntale ha permesso di avere una delle Tari più basse d'Italia". 

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