Dopo l'infestazione dei topi riaperto l’hospice dell'ospedale di Torregalli

Proseguono le operazioni di derattizzazione nelle aree esterne all’ospedale San Giovanni di Dio

Sono rientrati all’Hospice di Torregalli 3 degli 8 pazienti fatti evacuare lo scorso 6 ottobre dalla struttura che ospita malati terminali nell’ospedale San Giovanni di Dio per consentire la disinfestazione di quelle stanze non appena ci si era accorti di un’improvvisa infestazione da topi. 

Accertata la presenza dei roditori nell’hospice – che si trova al pian terreno del presidio a cavallo fra i comuni di Firenze e Scandicci, una struttura composta di dieci ampie camere singole comprensive di servizi igienici personali – i pazienti erano stati immediatamente trasferiti negli altri due centri che l’Azienda sanitaria di Firenze ha destinato all’ospitalità dei malati terminali e all’erogazione delle cure palliative: l’hospice delle Oblate e quello di S. Felice a Ema. Qualcuno di loro ha preferito non affrontare un nuovo cambio di sede ed ha chiesto di rimanere nella nuova struttura che lo ha accolto. 

L’improvvisa infestazione da topi era stata accertata dal personale che ha tempestivamente avviato le procedure di sgombero e di ripristino dei locali in piena sicurezza. La ditta incaricata di bonificare gli ambienti ha subito avviato l’intervento di derattizzazione e il monitoraggio nei giorni successivi ha appurato che nell’hospice non ci sono più tracce di roditori. Effettuate anche le necessarie operazioni di pulizia il reparto è stato riaperto. 

Proseguono tuttavia le operazioni di derattizzazione nelle aree esterne all’ospedale che, confinando con terreni agricoli limitrofi ad aggregati urbani, è un ambiente naturalmente popolato dai roditori. I tecnici spiegano che non si tratta di immaginare una radicale eliminazione dei “muridi sinantropi” dalle aree urbane, operazione tecnologicamente e ecologicamente improponibile, ma di presidiare, con monitoraggi e controlli, le pertinenze esterne riducendo i rischi di eventuali ingressi dei roditori in locali al piano terreno. 

"Gli ospedali dell’Azienda sanitaria di Firenze hanno un sistema di derattizzazione affidato a una ditta specializzata che funziona in maniera continuativa e programmata proprio per garantire l’intercettazione dei muridi sinantropi (è il nome scientifico con cui si indicano i topi per via del muso aguzzo e degli incisivi sporgenti che condividono con l’uomo il medesimo ambiente). Gli ospedali sono cioè dotati di una cintura esterna con esche tossiche periodicamente rinnovate. L’uso di esche in ambienti chiusi viene invece ovviamente evitato fintanto che, com’è avvenuto la settimana scorsa, non si rende indispensabile per l’appurata presenza di un roditore. Può infatti succedere che, lasciando impropriamente porte aperte al piano terreno di un edificio, avvenga l’accesso di un roditore. In quei casi scatta appunto l’intervento di disinfestazione, com’è avvenuto a Torregalli".

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