Torre della Zecca, restauro terminato: riaprirà al pubblico / FOTO

Conclusi i lavori dopo 18 mesi, la torre è inaccessibile da 15 anni. Nardella: "Realizzare un percorso turistico che comprenda tutto ciò che resta dell’antica cinta muraria"

Il restauto della Torre della Zecca è terminato. Storico baluardo dell’Arno ad est della città, poco meno di 25 metri di altezza, posta quasi specularmene davanti alla Torre di San Niccolò, è stata restaurata dopo che nel 2014, con il distacco di alcuni frammenti del paramento lapideo, c'erano evideti segni di pericolosità.

L’intervento è costato 300mila euro e si è concluso dopo circa un anno e mezzo di lavori. I proventi derivanti dalla vendita degli spazi pubblicitari affissi sul ponteggio attorno alla torre stessa hanno interamente finanziato l’esecuzione dei lavori, consistiti nel restauro e consolidamento del paramento murario in pietra arenaria, gravemente degradato, e dell’intera superficie esterna dei quattro prospetti. All’interno sono stati realizzati un impianto di illuminazione degli ambienti e i corrimani in cima alla terrazza e lungo le scale, con la finalità di rendere nuovamente accessibile la torre, dopo essere stata chiusa ai visitatori per 15 anni.

"Il restauro – commenta il sindaco Dario Nardella -, si inserisce in un progetto che ha già visto restaurare San Niccolò e Porta al Prato e che continuerà con il recupero di Porta San Frediano, Porta Romana, la Porta di piazza Beccaria e San Giorgio, mentre sono già in corso i lavori alla Torre della Serpe, che sarà riaperta a febbraio. Vogliamo realizzare un percorso turistico e culturale che comprenda tutto quel che resta dell’antica cinta muraria".

La Torre della Zecca un tempo chiudeva le mura di Firenze verso l’Arno ad est e per questo si può parlare di "torre terminale". Fu eretta a protezione del mai eseguito Ponte Reale, progettato negli anni precedenti la disastrosa alluvione del 1333, e a difesa del tratto di mura che si protraevano fino al fiume. A differenza della gemella Torre San Niccolò, sull’altra sponda dell’Arno, la Torre della Zecca è sempre stata cieca, senza nessun passaggio.

Nel 1532, scapitozzata, fu incorporata su progetto di Antonio da San Gallo il Giovane nel Baluardo di Mongibello collegato a gore, mulini ed altri edifici che formavano in questa zona un tipico agglomerato. Il nome sembrerebbe derivare dalla presenza al suo interno dell’ officina della zecca fiorentina. Nel corso dei lavori di ingrandimento della città di Firenze, progettati da Giuseppe Poggi nella seconda metà dell’Ottocento, fu isolata e posta a traguardo dei viali di circonvallazione.

Il progetto di restauro è stato inserito nel programma promosso dall’Amministrazione comunale “Florence I Care”, per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico della città.

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