Stop al caro affitti, la Regione entra nel Fondo Housing Toscano

Firmato un protocollo d'intesa con Cassa Depositi e Prestiti e Investire Immobiliare Sgr. L'obiettivo è quello di favorire l'housing sociale, con l'offerta di affitti e servizi a prezzo calmierato grazie alla collaborazione con un privato "sociale"

Housing sociale per calmierare i prezzi degli affitti. Con questo obiettivo la Regione Toscana annuncia l’entrata nel fondo per l’housing sociale, con la firma del protocollo d’intesa con Cassa Depositi e Prestiti e Investire Immobiliare Sgr. “Un modo per coordinare le diverse politiche dell'abitare e coinvolgere nella programmazione i territori nella gestione delle case popolari - spiega una nota congiunta -. Un'opportunità per recuperare a patrimonio abitativo gli immobili ora vuoti, da rintracciare attraverso un bando che sarà presto pubblicato, e non utilizzare così ulteriore suolo”.

A disposizione del fondo a cui la Regione ha aderito potrebbero essere messi tanti immobili invenduti che si accumulano in città: immobili spesso da ristrutturare e che potrebbero rivelarsi anche una possibilità di lavoro per le imprese edili toscane. Sarà Sgr, la società di gestione del risparmio, a valutare l e possibilità di investimento. “Un percorso che parte da lontano - spiega l'assessore al patrimonio Vittorio Bugli -, nella primavera del 2013”. La Regione entra dunque nel Fondo Housing Toscano, gestito e partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti, la 'banca' degli enti locali oggi trasformata in società finanziaria, per l'80 per cento ancora in mano al Ministero dell'Economia e il resto a fondazioni bancarie e mercato.

Nel 2014 è stato previsto uno stanziamento da 5 milioni e alla fine dell'anno scorso è stato individuato il fondo dove investirli, che è appunto il Fondo housing toscano, con la volontà di rilanciare il settore edilizio e affiancare alle tradizionali politiche abitative della Regione Toscana e per l'abitare, quelle fatte di case popolari di proprietà pubblica e date in affitto, la partecipazione di investitori privati, in un connubio particolare con il privato 'sociale'.

L'housing sociale consente di realizzare alloggi e servizi per chi non riesce a soddisfare il bisogno di una casa, magari per chi è troppo ‘ricco’ per una casa popolare ma troppo ‘povero’ per trovarne una sul mercato. Una sorta di edilizia low cost dunque, all’interno di un progetto complessivo che mira a mettere a disposizione di un insieme di persone, per esempio i condomini di un edificio, alcuni servizi, riducendone i costi, dalla baby sitter per i bambini alla badante per gli anziani.

L’obiettivo primario rimane comunque quello di favorire la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso, offrendo un alloggio adeguato e possibilmente relazioni umane ricche e significative. Le formule sono diverse: dall'affitto calmierato o agevolato all'acquisto a prezzo convenzionato o l'affitto con possibilità di acquisto.

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