Canzone shock sulle donne: fiorentine in rivolta per il rapper a Sanremo

Tsunami di critiche in rete. La Barnini sbotta contro il leader della Lega Salvini

Deflagra anche tra le donne fiorentine la polemica sulla partecipazione a Sanremo del rapper romano Junior Cally - che porterà all'Ariston il brano ‘No grazie’ (in cui critica il populismo e se la prende in maniera esplicita anche con Matteo Salvini e Matteo Renzi) - in quanto in passato in alcuni brani erano presenti versi "sessisti, sboccati e violenti" come li ha definiti la ricercatrice e cofondatrice dell’Osservatorio di genere della Università Roma Laura Moschini. 

Al centro delle polemiche il testo del 2017 della canzone Strega: "Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia. Balla mezza nuda, dopo te la da. Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà’. ‘Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L'ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C'ho rivestito la maschera".

LA REPLICA 
Polemiche dopo le quali, a stretto giro, è arrivata la replica degli agenti del rapper. “ ...Non capiamo, inoltre, se la polemica sia di carattere musicale o politica: della partecipazione di Junior Cally a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. Mentre del testo di ‘No grazie’ selezionato al Festival di Sanremo e delle sue rime antipopuliste si è venuti a conoscenza solo il 16 gennaio da un’intervista al Corriere della Sera..."

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POLEMICA NELLA POLEMICA  
L'ondata di sdegno per la vicenda si è sollevata in molti gruppi social di donne fiorentine e toscane (con l'organizzazione La Casa della donna Pisa che ha invitato al boicotaggio) ma la questione che si è ulteriormente amplificata dopo che sul caso è intervenuto, tra gli altri, il leader leghista Matteo Salvini.

Proprio un cinguettio dell'ex ministro dell'Interno, ora impegnato nella campagna elettorale in Emilia Romagna, è stato bersaglio di accesissime critiche diventando trend su Twitter: "A proposito mi vergogno di quel cantante che paragona Donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana".

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Oltre a numerosi internauti anche il sindaco di Empoli Brenda Barnini ha postato un'accesa critica sulle parole del tweet del leader leghista: "Faccio un'eccezione alla mia regola ferrea che prevede di non pubblicare mai contenuti sui social che riguardino Salvini, ha già fin troppa visibilità. Ma questa volta non posso farne a meno. Caro Matteo Salvini anche quando dici in partenza una cosa che condivido riguardo lo scandaloso testo della canzone di una sotto specie di cantante, poi riesci a tornare coerente con te stesso e il tuo finto moralismo. La violenza sulle donne quindi secondo te va censurata dal palco dell'Ariston ma tra le mura domestiche va bene. Questo è esattamente il motivo per cui gran parte delle donne vittime di violenza non denunciano e non trovano la forza per uscire dalla condizione di vittime. Se quelli come te che hanno una responsabilità politica continuano anche a far intendere che in casa si può fare le cose per noi donne potranno solo peggiorare".

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