Rapina al 'Compro oro', parla il dipendente aggredito e legato: “Di nuovo al lavoro grazie agli psicologi”

Legato e messo nel retrobottega mentre i rapinatori erano all'opera: “Dura riprendersi da uno shock del genere”

E' ancora sotto shock Gabriele, il dipendente di 43 anni del 'Compro oro' di via Il Prato che mercoledì mattina ha subito una rapina mentre era solo in negozio.

“Prima è entrata una persona, aveva un cappellino ma è normale, d'inverno ci copriamo tutti”, racconta l'uomo, che preferisce non farsi riprendere né fotografare.

“Mi ha chiesto di vedere alcune cose, una collana in oro per esempio, fingendosi interessato, come un vero cliente. Poi si è avviato verso la porta e l'ho aperta per farlo uscire”, prosegue il 43enne. Una volta aperta la porta (normalmente chiusa dall'interno e aperta di volta in volta con un pulsante) sono comparsi i due complici.

“Con la porta aperta si sono precipitati dentro, in tutto erano tre e a quel punto è iniziata la rapina. Mi hanno legato i polsi con delle fascette e le gambe con una sciarpa e mi hanno messo nel retrobottega (un locale 'interno' al negozio, ndr) perché non si vedesse nulla dall'esterno, attraverso i vetri”, prosegue il dipendente, ancora visibilmente scosso dall'episodio e tornato oggi al lavoro dopo un giorno di pausa.

Una volta immobilizzato il dipendente i tre, descritti come “forse originari dell'Europa dell'est, tra loro non parlavano italiano, tutti sui 30 anni”, hanno avuto mano libera per rubare quanto più oro possibile, poi quantificato in oltre 2,5 chili, per un valore stimabile intorno agli 80mila euro.

“Tutto si è svolto in un tempo tra i 5 e 10 minuti, in piena mattinata”, aggiunge l'uomo, che dopo averli sentiti andare via ha chiamato la polizia, dopo essere uscito dal 'retrobottega' e tornato nel locale principale. I tre avrebbero anche tentato di mettere fuori uso il sistema di videosorveglianza.

“Di fatto c'è stato anche un sequestro di persona”, aggiunge Gabriele, che nella vita è anche avvocato. “Mi sono fatto visitare a Careggi perché è stato un shock, ho visto degli psicologi che mi hanno aiutato e li vedrò anche nei prossimi giorni. Non è facile tornare a lavoro, sono ancora scosso”, conclude l'uomo. Da come hanno agito i rapinatori sembravano 'professionisti', sul caso continuano a indagare gli uomini della polizia.

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