Piazza dè Pitti: picnic di protesta contro la pedonalizzazione

Ieri un picnic di protesta organizzato dai residenti e commercianti contro le modalità della pedonalizzazione del sindaco Renzi. Raccolte già 400 firme, non è escluso il ricorso al Tar

Tutti a sedere  tra un bicchiere di vino e un panino al salame, sopra e sotto gli striscioni  contro il sindaco e quella pedonalizzazione che proprio non va. Fotografi a scegliere le migliori angolature, un giornalista televisivo fa un stand up prima di correr via per montare il servizio per il  tg. I cronisti affamati di particolari si diramano verso le voci. Appuntano, cancellano, cerchiano e poi sottolineano i punti forti del pezzo dell’indomani.

LE VOCI DEI RESIDENTI

I lunghi teli di carta  inneggiano al sindaco Renzi che ha pedonalizzato, come promesso d’altronde, portando avanti quel “tutti a piedi”, quasi un grancassa nel tran tran di motorini che tagliava la piazza prima del 24 giugno.
Lui è l’imputato  nel processo picnic messo in scena ieri in piazza dè Pitti. Commercianti e residenti indaffarati con lo scotch per tener giù quei manifesti che non hanno voglia di far mostra  di sé sul selciato di bitume.
Qualcuno beve un bicchiere di vino e subito un brindisi con un turista, che tra una foto ricordo e quello che sembra un “bottiglion”, si siede insieme ai fiorentini che sperano di poter uscire di casa quando e come vogliono.
Il problema è questo. Le due finestre di novanta minuti suonano a chi vive qui come l’ora d’aria per i carcerati. Godersela tutta finche dura. Sono già state raccolte 400 firme, non escludendo il ricorso al Tar.


 “Io penso a chi ha un bambino e deve andare dal pediatra, quando ci va prima delle nove? Verso le sette di sera?- si chiede Ilaria residente appiedata che vive in zona”. Prefiggendosi l’idea di ridurre il traffico,  dice la residente, non si è risolto niente, “tanto il test vero sarà a settembre”. E ancora ci sono anche “problemi per come far arrivare un idraulico o un elettricista”.

Tra un pizzetta, un sorso e un rettangolo di schiacciata la protesta  conviviale va avanti. Ben visibili due consiglieri dell’opposizione Torselli e Cellai; quest’ultimo “si devono riformare le due finestre, farle tornare com’erano prima”.residente-piazza-pitti-12
Poi una signora, empolese, fiorentina d’adozione da almeno vent’anni, racconta  come via dello Sprone sia diventata un autodromo e addita là dove la vista a mala pena arriva. “Il giornalaio  dice che vende la metà di prima”, intanto qualcuno scrive con le bombolette di “non arrivare alla dittatura”, forse più per provocare che altro.

I  fotografi tirano le ultime foto, e i reporter si allontano, mentre un antiquario chiude bottega. Camicia bianca da cui s’intravede la canotta “ma io non li capisco” mentre stringe sotto braccio il quotidiano Fiorentino: “il mio lavoro non è diminuito, tanto i fiorentini non ci venivano neanche prima” e poi “io non sono d’accordo, anche questa protesta .Tutti messi in un angolo, non c’è più il genio fiorentino dé tempi”.
L’attivo anziano esce dalla piazza mentre a lato la protesta continua, in attesa che il sindaco  possa cambiare le cose; ricordando che già secoli fa tra l’Oltrarno e il “Vecchio” le cose non andavano a nozze.  
   
 

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