Dipendenti in sciopero sostituiti da esterni, arrivano i carabinieri

E' successo prima dell'inizio dello spettacolo, quando i dipendenti si sono accorti che dentro il teatro stavano lavorando uomini di ditte esterne

Il maestro Zubin Mehta

Alla fine le note di Liszt e Strauss hanno riecheggiato in teatro, dopo una lunga giornata di tensione e passione per il Comunale di Firenze. “I problemi del teatro non sono ancora stati risolti, stasera avremo difficoltà con l'illuminazione ma andiamo comunque in scena”. Così alle 21 di ieri sera il maestro Zubin Mehta si è presentato davanti ad una platea di quasi 2000 persone, sempre più impazienti per l’attesa, ed ha annunciato l’inizio del concerto.
Un concerto in bilico fino all’ultimo. Dentro la sala gli spettatori, fuori la protesta dei lavoratori del Maggio. Una protesta confederale, tutte le sigle sindacali unite. Nel pomeriggio lo sciopero sembrava aver compromesso la realizzazione dello spettacolo. Poi i tecnici del teatro di Cgil, Cisl e Uil, uniti alla protesta per il taglio di alcune voci del contratto integrativo in busta paga, si sono accorti che nel teatro stavano entrando dipendenti esterni, uomini di ditte private, chiamati per sopperire alla mancanza di personale e per permettere il regolare svolgimento del concerto. A quel punto la protesta si è fatta più decisa: urla contro la sovrintendente del Maggio Francesca Colombo, polemiche accese, accuse forti, fischi proprio davanti all’ingresso del teatro. Ed infine i manifestanti hanno deciso di chiamare i carabinieri per denunciare il comportamento antisindacale della Fondazione che per i sindacati ha utilizzato personale esterno per aggirare lo sciopero.

All’arrivo del Mehta, i manifestanti, circa un centinaio, hanno avuto un fitto colloquio con il maestro, in cui gli hanno spiegato le ragioni della protesta. Tanto fitto che Metha al termine, prima di entrare in teatro, avrebbe detto che  in quelle condizioni non sarebbe stato possibile andare in scena. In un assemblea dietro le quinte i vertici della Fondazione del Maggio hanno deciso invece di far slittare il concerto e non di rimandarlo. Così Francesca Colombo si è presentata sul palco, davanti ad un pubblico sempre più impaziente e ha detto: “c’è un problema tecnico a causa dello sciopero, attendete ancora qualche minuto”. Qualche applauso, molti fischi di disapprovazione. Poi intorno alle 21, Mehta ha impugnato le bacchette.
 

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