Mittente"cittadini" destinatario"dirigenti" causale" Multiplex Novoli"

Direttamente dal blog del quartiere 5 i cittadini protestano contro la norma che teoricamente tutelerebbe i cinema monosala ma di fatto bloccherebbe anche la conclusione del multiplex di Novoli

Cinema o non cinema? Vedremo, ma per il momento il film non si "gira". Questo è stato stabilito ieri sulla questione del multiplex di Novoli che al momento è bloccato per non dare il colpo letale ai molti monosala presenti nelle città Toscane. I cittadini però non sono molto convinti infatti la zona già riqualificata in parte dalla collocazione del Polo Universitario, alberghi, il nuovo Tribunale ed i giardini di via di Novoli  potrebbe fare l'ennesimo salto di qualità.  La protesta ha come vettore il blog del quartiere 5, ovvero una pagina aperta dai cittadini in cui scrivere tutto quello che li soddisfa oltre a quello che li fa lamentare.
Il cinema, viene ipotizzato dal comitato, sia stato bloccato perchè diverebbe di proprietà "altolocate" come Berlusconi e Benetton per questo viene proposta anche una soluzione alternativa agli amministratori locali. Questa la lettera aperta:" Se il problema è Berlusconi/Benetton perchè non ci pensano i gestori fiorentini? Non realizzare nuovi cinema a Firenze porterà ad avere solo pochissime sale cinematografiche in città e solo quelle già ormai trasformate in multisala. Non serviranno nè i soldi pubblici nè il divieto alla realizzazione di un nuovo cinema a Firenze a salvare molte realtà.

E' chiaro infatti che i cittadini richiedono un'offerta diversa, più complessa della semplice visione di un film, altrimenti non si capisce perchè molti fiorentini (soprattutto giovani) sono disposti a migrare nella campagna pratese, a Campi Bisenzio o al confine di Scandicci, per soddisfare il proprio bisogno di svago.
Gli organizzatori del convegno di ieri in Consiglio Regionale (17/01) sanno che ci sono molti cinema che ancora dovranno chiudere, altrimenti non si spiega come potrà fare l'Immobiliare Novoli ad acquistare licenze per poter aprire un multisala. Si perchè, come hanno sottolineato anche gli amici riuniti in convegno, il multisala di Novoli potrà aprire solo dopo la chiusura di altre sale cinematografiche. Ma cosa succederà quando i cinema di quartiere chiuderanno è ci sarà la nuova norma dell'IDV sponsorizzata da Legambiente?
Semplice non si potrà più aprire nessun nuovo cinema moderno nella città ma solo in aperta campagna, diciamo a circa 8 km dall'ultimo cinema che rimarrà aperto a Firenze. Attenzione... i dati del cinema 3D non sono molto confortanti, superata la novità si assiste ad una pressante pubblicità per trasformare il nostro vecchio televisore di casa in una sala cinematografica 3D completa di home theatre e tanto di film 3D omaggio.
E se dovesse rimanere aperto solo un cinema a Firenze?
Facciamo invece un'altra ipotesi: con i prossimi due cinema che chiudono (dico solo 2 e non 10) si fa un esperimento, ossia i gestori fiorentini (quindi nè Berlusconi nè Benetton) si mettono insieme e realizzano un multisala moderno di qualità (non enorme ma economicamente sostenibile come sanno loro),  in un contesto che garantisce attrattività al pubblico come il Centro multifunzionale di Novoli. Con questa operazione da veri imprenditori prendono tanti piccioni con una fava. Ossia garantiscono una distribuzione equa di cinema nella città, possono organizzare la programmazione in modo da garantire o quantomeno compensare il reddito delle altre sale, si mettono al riparo dalla concorrenza delle grandi società di multiplex e possono programmare un'offerta di qualità e, nel tempo, riqualificare altre strutture obsolete.
Magari mettendo in campo queste capacità saranno in grado di far chiudere quei multisala che attirano i nostri figli per pericolose strade di periferia.
Certo questo significa investire e quindi rinunciare a rendite di posizione, significa cavalcare la modernità per garantire la sopravvivenza dei valori della diversità e della cultura. Lo chiediamo a loro non da dirigenti dal PD ma da semplici simpatizzanti e iscritti di Legambiente, dell'ARCI, dei sindacati, e di tutti quei movimenti politici e non a cui apparteniamo noi semplici cittadini".

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