Protesi di cartone per le vittime di guerra e catastrofi: l'idea dei giovani fiorentini premiata dall'Europa

Sono i ragazzi dell'associazione FabLab di Contea (Comune di Rufina), hanno vinto due bandi europei per i loro progetti smart

Nella profonda periferia della provincia di Firenze nasce un'idea rivoluzionaria che potrebbe cambiare la vita di molte persone: le protesi d'emergenza in cartone per le vittime di catastrofi e guerre.

Il progetto si chiama Co.Bo.Pro (Corrugated Board Prothesis) ed è stato messo a punto dai giovani dell'associazione no-profit FabLab di Contea, frazione del Comune di Rufina. Per questa iniziativa innovativa i ragazzi si sono aggiudicati il bando dell'Unione Europea 'Open Maker'. E non è finita qui. FabLab ha vinto un altro bando grazie al progetto DCM che permetterà alla storica cristalleria Cev di Empoli di utilizzare modelli in 3D per la produzione

FabLab non è una start-up e soprattutto non è a Firenze. Contea è una frazione di poco più di mille abitanti: una delle zone definite 'depresse' dagli ultimi rapporti sull'economia della Toscana. L'associazione è nata circa 6 anni fa ed è stata creata da un gruppo di giovani conteesi (non chiamateli né dicomanesi né rufinesi) che volevano realizzare qualcosa per la loro comunità. Uno dei fondatori è Giacomo Falaschi.

Voi siete qui da diversi anni

Prima ci ritrovavamo nell'ex negozio di un macellaio poi il vicesindaco di Rufina (Stefano Passiatore, adesso primo cittadino di Dicomano)  ci propose di andare in un luogo pubblico: gli spazi dell'ex asilo del Comune di Rufina vicino alla misericordia di Contea.  

Cosa è FabLab?

FabLab è un laboratorio di fabbricazione digitale, ed è presente in tutto il mondo. E' nato da un'idea del prof. Neil Gershenfeld del Mit. Si tratta di una serie di  laboratori in grado di collaborare a distanza ed elaborare progetti in forma digitale e produzione. Nessuno di noi è ingegnere: siamo designer, geologi o economisti. Il laboratorio nasce per sviluppare prototipi o piccoli prodotti, tutto quello che riguarda la produzione di materiali legati alla disabilità.

Come siete riusciti a vincere due bandi Europei?

Ci siamo messi da fare dopo aver visto l'application dell'Unione Europea che è durata circa 5 mesi. Siamo stati selezionati prima tra i 10 progetti italiani poi siamo passati a livello europeo dove ne sono stati scelti 5. Ebbene immaginatevi per noi cosa è stato vincere 2 progetti europei in un colpo solo da Contea

Ma da dove nasce l'idea delle protesi?

Il Mit tiene lezioni ogni anno per i FabLab che si ritrovano in una nazione diversa. Per il decimo anno dei FabLab è stato fatto a Boston e sono andato. Organizzavano incontri con ong e organizzazione umanitarie. Un medico che opera con UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees) mi ha chiesto se il nostro FabLab avesse mai pensato a soluzioni per attrezzare gli ospedali da campo. Parlandoci ho capito che non esistevano prodotti di questo tipo. Ci siamo messi a studiare e abbiamo capito che per risolvere l’emergenza temporanea occorreva che la protesi fosse pronta e istantanea da utilizzare, a basso costo e che occupasse poco spazio negli ospedali da campo.  Serviva cioè una soluzione temporanea, necessaria solo per qualche giorno, in attesa dell’arrivo di materiali definitivi in loco. Per questo il fatto che sia modulare in cartone, leggero e riutilizzabile, fornisce un enorme vantaggio. 

Ma non volete occuparvi solo di protesi?

La soluzione pensata inizialmente per le protesi di arti (braccia, gambe, ecc.) può estendersi a qualsiasi macchinario e strumento necessario, per esempio sedie per gli infortunati, tavoli per operare, attrezzature varie, ecc. fino a creare un kit in cartone omni-comprensivo di dotazione per gli ospedali da campo. Adesso visto il costo davvero irrisorio ci piacerebbe dare il sorriso a persone che non hanno idea di poter un giorno riavere una gamba o una mano. Inoltre il cartone è biodegradabile.

State procedendo?

Il progetto è già partito da 3 settimane, siamo al quarto prototipo. Ci concentriamo sulla parte dell'allaccio della protesi. Alla fine dei 9 mesi, quando il prodotto sarà pronto, e avremo messo a punto anche cassettiere o altri prodotti biodegradabili (sempre da destinarsi a scenari di guerra o catastrofi) il progetto Co.Bo.Pro sarà aperto alla cultura Open Sourcetutto quello che faremo o scopriremo verrà messo a disposizione della community web: misure, tagli, forme, modelli, ecc. 

Invece per quanto riguarda il progetto DCM?

Si tratta di un progetto in collaborazione con la storica Cooperativa NuovaCEV di Empoli. La NuovaCEV è un'eccellenza nella produzione di vetri e cristalli. Non riuscivano a realizzare per intero il lavoro all'interno della struttura, nella fonderia andremo ad applicare un processo produttivo in modo da renderli autonomi. Introdurremo una produzione in 3D. E poi vorremo che il cliente possa presentare un suo progetto (per esempio un gatto) e chiedere alla cooperativa di realizzarlo. Con la produzione 3D sarà possibile.  

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