Sfruttamento della prostituzione tra Novoli e Prato: sequestrato residence

Dieci arresti della polizia di stato per sfruttamento della prostituzione e tentato omicidio. Sequestrato a Prato un residence che favoriva la prostituzione delle ragazze

La conferenza stampa con il procuratore capo Creazzo e gli agenti della squadra mobile

Questa mattina la polizia ha dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare (nove in carcere e una ai domiciliari), sei al momento gli arrestati, mentre quattro soggetti sono ancora ricercati, nei confronti di alcuni cittadini albanesi che si ritiene avessero creato dei nuclei dediti allo sfruttamento della prostituzione tra le province di Firenze e Prato. Nello specifico tra Novoli, Calenzano e parte del territorio Pratese. Uno degli arrestati, tutti di età compresa tra i 21 e i 38 anni, è accusato anche di tentato omicidio. Infatti per accaparrarsi il territorio non avrebbe esitato a minacciare una transessuale per poi investirla con un’auto. 

L’attività investigativa scaturisce da una rissa, verificatasi nella tarda serata del 12 aprile 2014, in piazza delle Medaglie d’Oro, tra due gruppi di etnia albanese, armati di coltelli, bottiglie e oggetti contundenti. Nell’episodio, nato dalla contesa di una ragazza molto richiesta dai clienti, rimasero gravemente feriti tre cittadini albanesi, uno dei quali, armato di coltello, colpì ripetutamente un altro contendente con l’evidente intenzione di ucciderlo.
 
L’attività preliminare ha consentito di appurare che l’episodio fu determinato dagli interessi legati allo sfruttamento della prostituzione di giovani donne di origine albanese – tutte ventenni - e del territorio sul quale collocarle. Una faida tra gruppi per assicurarsi il business della lucciole, ognuna delle quali valeva circa 300 euro a serata.  
 
L’attività investigativa, l'operazione è stata chiamata "Patjeter", ha permesso di far luce sui due gruppi criminali, dediti non solo al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione ma anche al traffico di sostanze stupefacenti ed alla compravendita di armi. Uno degli arrestati è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica. 
 
L’azione investigativa ha consentito di dimostrare come il gruppo operasse un capillare controllo delle “loro prostitute” su strada, avvalendosi anche di “fiancheggiatori” italiani che offrivano materiale assistenza alle prostitute, anche a titolo oneroso. Tra questi anche un lavoratore di un sexy shop dell’area fiorentina, accusato di favoreggiamento della prostituzione, che avrebbe portato direttamente sul marciapiede "particolari" mise alle ragazze.  
 
Dalle risultanze investigative è emerso anche che le prostitute più esperte, oltre ad istruire le novizie, cedevano a titolo oneroso alle colleghe la loro abitazione per la consumazione dei rapporti sessuali con i clienti.
 
Durante lo svolgimento delle indagini, inoltre, sono state arrestate in flagranza di reato quattro persone, una delle quali gravata da mandato di cattura internazionale per un tentato omicidio commesso in Albania, ed un immobile – un residence a Paperino (PO) - è stato posto sotto  sequestro preventivo. Infatti, da quanto appurato dalla polizia, spesso i rapporti sessuali venivano consumati all’interno della struttura.

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