Prostituzione, Nardella: "La multa arriverà a casa"

Il sindaco ha parlato dell'ordinanza stamani a Radio 24. "Le case chiuse - ha detto - parliamone"

"Massimo rispetto per la privacy, ma quando c'è un reato bisogna tutelare la privacy del marito? In molte di queste occasioni siamo di fronte alla distruzione dei diritti umani, della dignità della donna. Prima di preoccuparci della privacy di una persona che va con una ragazzina di 15 anni, io mi preoccuperei di quella ragazzina". E' quanto detto dal sindaco di Firenze Dario Nardella questa mattina durante una trasmissione di Radio 24 in cui gli hanno chiesto come funziona la nuova ordinanza antiprostituzione

Chi viene beccato con una prostituta da venerdì scorso a Firenze rischia una multa da 206 euro, la denuncia e l'avvio di un procedimento penale (c'è anche il rischio di stare in carcere per 3 mesi). La multa, come tutte quelle fatte dalla polizia municipale, arriverà a casa. Le mogli scopriranno che il marito va a prostitute grazie a una missiva del comune.

"Le forze dell'ordine fanno un grande lavoro - ha detto Nardella ai microfoni della radio - solo a Firenze, nell'ultimo anno, si sono contate 27 indagini e 128 persone indagate (ndr per sfruttamento della prostituzione). E' un numero incredibile, ma non basta perchè credo che si debba andare anche alla causa. Si tratta quindi non di una misura punitiva, ma di uno strumento di supporto, messo a disposizione dei sindaci dal decreto sicurezza Minniti. Non è la soluzione totale, ma contribuisce a contrastare lo sfruttamento".

Il sindaco ha invitato poi la politica, e il Parlamento che sarà eletto nella prossima legislatura, ad affrontare di petto la questione e a valutare se sia il caso ri riaprire le cosiddette "case chiuse". 

Ieri sera al dibattito conclusivo della Festa del PD alle Cascine Nardella ha poi parlato della necessità di estendere l'ordinanza a tutti i Comuni che fanno parte della città metropolitana fiorentina. 

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Commenti (3)

  • Avatar anonimo di alessandro m
    alessandro m

    bisognerebbe anche capire in che consiste questo sfruttamento comunque. Io ho avuto modo di chiaccherare con prostitute rumene, albanesi, bulgare, principali etnie che popolavano le strade di Novoli. E mi hanno confidato, che con i soldi che avevano guadagnato qua prostituendosi erano riuscite a comprarsi una casa nei loro paesi, e là avevano anche dei bambini e anche genitori che venivano mantenuti con i soldi guadagnati qua, cosa che sarebbe stato impossibile con gli stipendi di quei paesi. Credo che per loro per costruirsi un minimo di futuro in quei paesi fosse l'unica soluzione quella di prostituirsi qua. Lo "sfruttatore" a mio avviso c'è sempre, anche per le prostitute di appartamento, ma non è detto che sia un aguzzino, apparecchia semplicemente tutto il discorso e poi arriva chiede quello che secondo lui gli spetta. Se vogliamo evitare questo, allora proibiamo anche la prostituzione negli appartamenti, è esattamente la stessa cosa. E Firenze anche in quella è la quarta città d'Italia, dopo Milano Roma e Bergamo.

  • Nardella non può fare il *******tto permettendosi di criminalizzare i cittadini che cercano conforto o il soddisfacimento di propri bisogni biologici umani,questo è abuso di potere, egli deve mettere impegno nel contrastare lo sfruttamento delle organizzazioni criminali. Fino a quando non c'è consumo di reato (atti osceni) qualunque atto repressivo della libertà di relazione interpersonale e di libertà di movimento è illegale ed incostituzionale. Nardella piuttosto dovrebbe creare delle attrezzate e idonee aree di parking sex car. Per Alessandro gli artt. dal 650 al 671 del c.p. non riguardano il meretricio.L'Italia adotta il modello abolizionista del lavoro sessuale, come in gran parte della Comunità Europea. In questi ordinamenti giuridici, la prostituzione non è proibita, ne è proibito l'acquisto di prestazioni sessuali a pagamento (cliente). Sono proibite tutte le condotte collaterali al lavoro sessuale(favoreggiamento, induzione, sfruttamento). La Cassazione ha sentenziato che la prostituta (io la chiamo assistente od operatrice sessuale) libera professionista ha diritto a ricevere un giusto compenso, e dovrebbe aprire la partita iva, poichè è un'attività lecita e normale, sentenze 20528/10 e 10578/11, traendo le conclusioni a mio avviso occorre riconoscere e dare risalto a pieno titolo il ruolo sociale svolto dalle libere operatrici sessuali nella comunità.

  • Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell'Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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