Firenze si mobilita per la prof sospesa a Palermo: “Deve tornare a scuola”

Due presidi e una raccolta firme per Dell’Aria

Tutta Italia si sta mobilitando per Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa di italiano dell'istituto Vittorio Emanuele III di Palermo sospesa per 15 giorni dall'insegnamento per non aver vigilato su un video realizzato da alcuni suoi alunni in cui le immagini della conferenza di presentazione del decreto sicurezza erano accostate alle leggi razziali.

La decisione del provveditorato siciliano ha indignato il mondo della scuola, compreso quello fiorentino.

I Cobas-Scuola questo pomeriggio alle 17 saranno davanti alla Prefettura di Firenze, analoghe manifestazioni avverranno in tutta Italia. Gli stessi Cobas hanno raccolto oltre 100 mila firme da consegnare al provveditorato di Palermo per reintegrare la professoressa sospesa.

Mentre Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio a Firenze, dalle 14 alle 16, dei lavoratori delle scuole di Firenze e Prato presso l’Usr Toscana  per venerdì 24 maggio.

“I fatti che riguardano la professoressa Dell’Aria - scrivono i sindacati in una nota - sono il sintomo di una pericolosa tendenza della politica a invadere e condizionare la scuola, ancora più a rischio nell’ottica del regionalismo differenziato. A difesa della libertà di insegnamento che la Costituzione affida ai docenti, saremo in piazza in tutta Italia e in contemporanea con l’assemblea e la fiaccolata che si terrà a Palermo”.

Anche il presidente Enrico Rossi ha espresso in un post su Facebook la sua posizione sull’intera vicenda. 

"C'è un'onda che sta attraversando l'Italia dalle isole alle Alpi - ha scritto il governatore sul social network - È un moto di dignità, profondo e ancora poco registrato nei palazzi della politica, che ci dice che la democrazia in questo Paese è salda, che è un bene che sta a cuore alla maggioranza degli italiani. Mi riferisco agli appelli che migliaia di docenti stanno facendo circolare in questi giorni a difesa della libertà di insegnamento. Sono appelli che vengono condivisi nelle chat e nelle mailing list, che circolano grazie al passaparola e che dicono una cosa semplice ma fondamentale: giù le mani dalla Costituzione".

“Quello che sta accadendo in queste ore - ha proseguito il presidente - ci dice che esiste un Paese che respinge tentativi di derive autoritarie, che non accetta il pericolo di vedere limitata la sacrosanta libertà di manifestazione del pensiero. La sinistra, se vuol fare il suo mestiere, deve mettersi a disposizione di queste donne e di questi uomini che nelle scuole e nelle aule difendono lo Stato e la Costituzione, la nostra libertà".

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