Bufera procure: "Si vira su Viola". Da Lotti "scorrettezze" contro Creazzo

I deputati Pd intercettati: "Gli va messa paura". Ma l'ex Ministro replica: "Falsità su di me, incontrare magistrati non è reato"

Un'intercettazione che lascia poco all'immaginazione e che racconta in modo eloquente le trame per la successione alla procura di Roma. Si condisce di particolari sempre più inquietanti il caso che vede coinvolti anche due magistrati fiorentini.  "Si vira su Viola, sì ragazzi", è la frase attribuita all'ex ministro e deputato Pd Luca Lotti e carpita dal "trojan" installato sul cellulare di Luca Palamara, il magistrato romano indagato per corruzione.

Le conversazioni pubblicate dalla stampa vedrebbero Lotti impegnato nelle trame sulle nomine in mano al Csm: "Io strategicamente vi darei il suggerimento di chiudere tra il 27, il 28 il 29", dice parlando delle date delle votazioni del Csm per decidere il nuovo capo della Procura di Roma. Proprio l'organismo la cui Quinta Commissione ha scelto, il 23 maggio scorso, Marcello Viola come candidato successore più votato.

Della successione, intercettato nelle conversazioni con Palamara, si occupa anche Cosimo Ferri, l'altro parlamentare del Pd coinvolto nel caso: "Metti paura, dai... Liberi Firenze, no?", una delle frasi relative al rebus sulle pocure. E ancora: "Gli va messa paura con l'altra storia".

Secondo l'inchiesta ci sarebbe stata una "strategia di danneggiamento" del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, candidato, con Marcello Viola e Franco Lo Voi, a succedere a Giuseppe Pignatone alla guida della procura di Roma.

E' quella che sarebbe stata prefigurata, come emerge dell'atto con cui il pg di Cassazione Riccardo Fuzio comunica l'avvio dell'azione disciplinare per i togati autosospesi Antonio Lepre, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli e i dimissionari Gianluigi Morlini e Luigi Spina, in una riunione a cui i suddetti consiglieri presero parte con i deputati Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri e il pm di Roma Luca Palamara.

Nella riunione, si legge nel documento, "erano delineate e affrontate, anche al fine di una loro enfatizzazione, vicende che concernerebbero il dottor Creazzo, ipoteticamente ostative alla designazione": un "comportamento gravemente scorretto", osserva il pg, "nei confronti non soltanto dei soggetti istituzionali deputati" alle nomine dei dirigenti degli uffici giudiziari, ma anche "dei magistrati legittimamente ad esse aspiranti". 

Ieri sul caso è dovuto intervenire persino il Quirinale, che sottolinea che il presidente Mattarella non ha mai parlato con nessuno di nomine di magistrati né è mai intervenuto per esse. Secondo alcuni quotidiani, infatti, Lotti avrebbe millantato rapporti e contatti con il Quirinale, raccontando di esserci stato per illustrare la propria vicenda giudiziaria (il caso Consip per cui la procura di Roma ha chiesto il suo rinvio a giudizio).

L'ultimo incontro di Mattarella con Luca Lotti da quando è cessato dalla carica di ministro - ricorda in proposito la Presidenza della Repubblica - è avvenuto il 6 agosto del 2018 attraverso una visita di congedo, come avvenuto anche per altri ministri.

E dopo giorni di silenzio è arrivata la replica, in un lungo post su Facebook, dello stesso Luca Lotti. "In questi anni ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: - ha scritto in un lungo post su Facebook - se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi. Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra".

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