Cosa succederà alla linea 2 della tramvia e la sfida ai sindacati

Dal rinvio della linea 2 alla proposta choc ai sindacati: "Non potrebbero una volta tanto comprarsi l’Ataf, formando delle cooperative di lavoratori e mettendoci i soldi dei sindacati? E’ sempre facile parlare dopo, avendo lo stipendio fisso"

C’è chi accusa lei, Falchetti a lo stesso sindaco Renzi, di arroganza; che il vostro progetto per Ataf sia  fuoriuscito dalla normale dialettica politica, che sono state scavalcate certe competenze politiche, come il consiglio comunale.
Io sono l’amministratore di questa azienda. Sono stato nominato dai soci in assemblea e da lì prendo le direttive. Quello che succede in consiglio comunale ovviamente mi interessa di riflesso. Come da statuto, nel momento in cui un consiglio comunale dovesse prendere decisioni e deliberazioni che abbiano per oggetto Ataf, il rappresentante di quel consiglio comunale, solo lui e solo se accompagnato da delibera, porterà la scelta del socio in assemblea. La relazione, quindi, è esattamente al contrario: il problema non nasce dall’amministratore di Ataf, ma sono i consigli comunali che devono dare mandato al proprio delegato, che si farà rappresentante di un’eventuale delibera in assemblea aziendale.   

Di recente avete sottoscritto al Cispel un accordo con Autolinee Toscane, Compagnia Toscana Trasporti, SITA, Toscana Mobilità, che vi vedrà uniti nella gara regionale. La mossa di privatizzare, l’eventuale aumento di flotta, farà sì che reciterete la parte dei leoni all’interno dell’accordo?
E’ esattamente questo. Così com’è Ataf non può pensare di inserirsi in uno scenario in cui possono partecipare dei giganti internazionali. Indipendentemente dall’accordo sottoscritto, ci sono quattro o cinque gruppi industriali mondiali ed europei, ma anche alcune aziende italiane sanissime che operano già nei servizi di grandi città, che possono presentarsi e stravincere la gara.

Lei conosce già qualche nome delle società che si presenteranno?
Posso dire quelle che sono le dimensioni; questa è una gara su centocinque milioni di chilometri all’anno, numeri che si raggiungono a Roma, Milano, Parigi, Londra, Monaco. Queste sono le realtà dimensionali. E’ chiaro che se vado a stringere un accordo con le altre aziende toscane e sono Ataf spa, con dodici milioni di debito, oggi, mentre gli altri corrono liberi, noi avremo un macigno sulla schiena non indifferente. Per questo stiamo cercando di porci nelle condizioni migliori, creando una società che faccia esclusivamente Tpl e che possa competere con le altre.  

C’è chi dice che la scelta di dividere la società in due sia anche finalizzata a mettere in cassaforte il patrimonio immobiliare, nel caso poi la gara la dovesse vincere qualcun altro. E’ così?
Vorrei vedere che non fosse così. Questi sono beni pubblici, pagati con i soldi dei cittadini, dai depositi, alle pensiline, alle paline, che negli anni sono stati acquistati con finanziamenti pubblici. Se dovessimo perdere la gara, la cosa più folle del mondo sarebbe quella di lasciare questi beni a zero lire. Questo capitale va assolutamente tutelato, e messo sotto il controllo di un azienda totalmente pubblica. E’ quello che noi andremo a fare, ed è esattamente il contrario di quello che alcuni vogliono raccontare.

Lei, come presidente Ataf, è nel consiglio di amministrazione della Gest, ma Ataf detiene anche il 24,10 delle azioni di tram spa. A più di un mese dalla data della cantierizzazione ancora non si è messa una pietra. Dipende tutto dalla crisi del consorzio Etruria o c’è qualcos’altro?
La crisi del Consorzio Etruria credo non sia indifferente. Noi come Ataf abbiamo diffidato i costruttori ad iniziare immediatamente i lavori. Lo abbiamo fatto, devo dire, prima ancora che il comune di Firenze inviasse la propria diffida. Siamo i primi, non solo come socio Ataf, ma anche come Gest, che ci siamo mossi per far sì che i lavori prendano avvio nel più breve tempo possibile. Come Gest, inizieremo a guadagnare ancor di più quando gestiremo anche le linee due e tre; come Ataf abbiamo una partecipazione importante in Tram e vogliamo onorare la concessione con ilComune; inoltre abbiamo stipulato come Tram un contratto di costruzione dell’opera con i costruttori  e quindi è normale che si richieda l’adempimento di questo obbligo.

Il comune è pronto a chiedere i danni a Tram Spa e quindi anche ad Ataf. Vista così non è come il gatto che si morde la coda?
Sono tutte entità giuridiche ben separate, tutte regolate da contratti, non è assolutamente né strano né complicato. Il comune di Firenze ha demandato a Tram la costruzione delle due linee, i tempi, e la ricerca di un gestore. Tram da par suo ha trovato il costruttore ed il gestore. E’ normale che quando l’opera non ci sia o sia in ritardo il comune chieda l’adempimento al concessionario e che il concessionario si rivolga al costruttore.

Si, è vero, ma parte del concessionario è pubblica, ed è di casa.
Dal punto di vista giuridico non c’è alcun tipo di interferenza sul fatto che un socio abbia all’interno della proprietà quote pubbliche. I rapporti giuridici sono ben diversi. Se Ataf stipula un contratto con il comune di Firenze per espletare dei servizi, tipo il servizio navette per lo stadio, ed il comune non paga, dal punto di vista giuridico ho il titolo  per richiedere il dovuto.

Si avvicina l’estate, nel piatto la questione della Ztl notturna, vivere il centro, l’assenza di parcheggi. Il sindaco sottolineò la necessità di trovare un accordo con Ataf per intensificare le corse notturne nei giorni della Ztl notturna. A che punto siete? E’ possibile strutturare un servizio definiamolo “per la movida”?
Non è una questione né di parcheggi né tantomeno di Ataf. Dire, per esempio, per quel che riguarda i giorni della Ztl notturna, che manchino i posti auto, o che siano troppo lontani dal centro, è un problema che fa sorridere. La verità è che questo è un problema culturale. Non c’è nessuno dai diciannove ai quaranta anni che il venerdì sera, dopo le undici, prende l’autobus per andare in giro per locali. Tutti questi trentenni che il venerdì sera vogliono prendere l’autobus io non li conosco. Detto questo, sicuramente il servizio non è capillare, ma noi abbiamo avuto problemi, dovuti alla scarsezza delle risorse, a garantire i servizi per chi va a lavorare, comprese scuole e università. Certo, chi sceglie di andare in centro, starà più in coda e avrà più problemi di parcheggio, ma chiederci i soldi per mandare la gente a divertirsi la sera, in questo contesto, è paradossale.

Si, ma fu proprio Renzi, che, presentando la famosa terza via per la movida, compresa la Ztl notturna, disse che avrebbero cercato di potenziare il servizio notturno.
Lo scorso anno abbiamo creato un servizio navette dai parcheggi, ed i parcheggi costavano un euro per tutta la notte. Non li ha presi nessuno. Qualche contestatore ha detto che non avevamo pubblicizzato il servizio, ma alla fine tutti avevano voglia di venire in centro con la Golf e lo stereo. Noi quest’anno lanciamo, dal venticinque di giugno, un servizio preso dall’esperienza di Milano, il radio bus, un servizio a metà tra un taxi ed un autobus, e rimane attivo l’accordo dello scorso anno con Firenze Parcheggi.

A proposito, i sindacati sono molto critici sui radio bus, alla fine dicono che Ataf risparmierà pochi spiccioli sul gasolio.
Non capisco su che basi possano dirlo. Stanno sempre a criticare. L’ho detto tante volte serenamente: se sono tanto bravi a gestire l’azienda, se sono sempre a fare i primi della classe, i professori ed i maestrini, ad insegnare come si risparmia, dove sono gli sprechi, dove vanno fatti tagli, quali sono i servizi che funzionano o non funzionano, non potrebbero una volta tanto comprarsi l’Ataf, formando delle cooperative di lavoratori e mettendoci i soldi dei sindacati? E’ sempre facile parlare dopo, avendo lo stipendio fisso, e avendo tredicimila, quattordicimila ore di permessi sindacali. Rischiassero anche loro ogni tanto, perché son bravi tutti a contestare standosene serenamente e comodamente nel proprio posto di lavoro a tempo indeterminato. Lo vadano a spiegare alle centinaia di migliaia di ragazzi che un contratto a tempo determinato se lo sognano, e se lo sogneranno per tutta la vita. E’ tanto bello essere assunti con un contratto indeterminato e poter sempre criticare.

Ma in merito al servizio notturno?
Io vorrei sapere cosa contestano del servizio notturno, neppure sanno cosa significa. Il servizio notturno dei radio bus è esattamente una cosa in più rispetto all’offerta precedente, non certamente in meno.

Quindi le linee notturne non saranno tolte o decurtate?
Ma quali linee togliamo, ma di cosa stanno parlando; parlano sul niente senza sapere le cose.

Per capire rimarranno: le linee canoniche che saranno affiancate ai radio bus?
Certo, funzionerà così. Detto questo, noi siamo disposti a fare questo esperimento, ma il problema, fino a quando non passerà il concetto che per divertirsi la sera è possibile anche fare ottocento metri a piedi, rimarrà culturale. In fin dei conti stiamo parlando di ragazzi giovani, che magari sono stati in palestra quattro ore prima di uscire, e poi non possono fare qualche metro a piedi. Buttarla sempre sull’Ataf mi sembra sia fuori dal tema.
 

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