Ponte Vallina, il sindaco: "Migliorerà qualità di vita dei cittadini"

Struttura da 1,2 km, la soddisfazione del sindaco di Bagno a Ripoli Casini: "Grazie all'impegno del governo"

"L'adeguamento stradale del nuovo doppio ponte di Vallina avrà uno sviluppo complessivo di circa 1,2 km con una larghezza totale di 9 metri e mezzo". E' quanto ha fatto sapere oggi, pubblicando anche un post sul suo profilo Facebook, il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini. Il progetto, il cui iter è partito ieri, consentirà di bypassare l'abitato di Vallina nel collegamento fra la Provinciale 34 e la Statale 67. Tutto dopo la valutazione ambientale che svolgerà la Regione con la la Città Metropolitana di Firenze, i Comuni di Fiesole, Pontassieve e Bagno a Ripoli e il Ministero beni e attività culturali e turismo.

"Un altro passo avanti verso il doppio ponte di Vallina che ci riempie di soddisfazione - ha commentato Casini - l'Anas ha garantito in tempi rapidi l'approvazione del progetto definitivo, come fu concordato nell'incontro a Roma del 4 novembre 2015, presenti sindaci e assessori al territorio di Fiesole, Bagno a Ripoli e Pontassieve e grazie all'impegno del Governo, espresso dal viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, al quale va la nostra riconoscenza, estesa ai tecnici dell'Anas. La Sp 34 è oggi una delle arterie ripolesi di maggior sofferenza per il traffico e, con essa, l'abitato di Vallina - ha concluso il sindaco - con quest'opera la qualità della vita degli abitanti della zona avrà un notevole miglioramento".

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Commenti (1)

  • Il Comitato Mulinaccio e l’opposizione al doppio ponte di Vallina “Finalmente ci siamo!” esclamano le Amministrazioni Comunali di Bagno a Ripoli, Fiesole e Pontassieve; il doppio ponte sembra cosa fatta. A partire dal Governo, con il sottosegretario alle opere pubbliche Nencini e al Comune di Bagno a Ripoli, con il Sindaco Casini, l’entusiasmo sembra diffuso. L’unica voce fuori dal coro (per ora...) sembra essere quella di un Comitato spontaneo nato a Bagno a Ripoli, il MULINACCIO. I sostenitori del Comitato si oppongono alla costruzione del doppio ponte che ritengono un’opera inutile e fin troppo costosa, nonché caratterizzata da un forte anacronismo e ritardo rispetto alle “forse” buone intenzioni del passato 2003, quando probabilmente avrebbe potuto realmente aiutare lo sviluppo di una modesta area industriale come quella di Vallina. I tempi però sono cambiati, la crisi economica ha falciato molte ditte che sono state costrette a chiudere e le attività produttive della vallata stanno lentamente scemando, rendendo il ponte soltanto una innaturale ed ingombrante interferenza architettonica in uno splendido paesaggio rurale fino ad ora preservato. La zona appunto: la vallata dell’Arno, in corrispondenza del centro abitato di Vallina, è una cornice naturale di grande bellezza che non merita di essere tagliata trasversalmente da un’aberrante struttura metallica alta 12 metri. I progettisti francesi del viadotto hanno difatti adottato la soluzione geometricamente più semplice per unire i due punti dell’ansa che vorrebbero tagliare, la linea retta. Un viadotto rialzato che si sviluppa in rettilineo per ben 1,25 chilometri sezionando l’ansa di Grignano in due porzioni di terra divise da una alta muraglia di metallo ed asfalto. Le zone interessate da questa opera pubblica sono infatti vincolate in termini di paesaggio, archeologia, bacino idrico etc. . ANAS dal canto suo, ben conscia dei limiti imposti dall’Amministrazione Comunale, chiede al Sindaco di Bagno a Ripoli di agire in deroga ai vincoli per poter posare velocemente la prima pietra del tanto agognato viadotto. A tutto questo poi va aggiunto il disagio dei numerosi espropri di beni immobili che ANAS ha pubblicato lo scorso 4 febbraio su LA NAZIONE di Firenze; molti residenti interessati dal vincolo preordinato di esproprio apposto da ANAS a tutto’oggi non sono informati né della portata del progetto né di tale vincolo. Il ‘viadotto di Vallina’ è adesso in fase di Valutazione Di Impatto Ambientale (VIA) presso la Regione Toscana. Probabilmente se le Amministrazioni fossero più trasparenti e fornissero maggiori dettagli, specifiche ed immagini di questo progetto (come naturalmente di altri...), il fronte del NO PONTE si amplierebbe di molto a tutto svantaggio dei proponenti. Molti residenti della zona, contattati telefonicamente dal nostro Comitato, non sapevano niente perché non sono lettori abituali né tantomeno abili internauti; probabilmente andrebbe ripensato anche il sistema di noti******* di atti importanti come questi, visto e considerato che una volta trascorsi i termini per potersi opporre ad un esproprio, il cittadino non ha altri strumenti se non la causa civile per far valere i propri diritti. La questione della reale utilità e del traffico sulle due strade che costeggiano l’Arno in quel punto è un altro cardine cruciale del ragionamento. Si vorrebbe costruire un’opera pubblica per sottrarre volumi di traffico alle zone di pertinenza del Comune di Fiesole sulla SS67, per riversarli sulla SP34, bypassando il centro abitato di Vallina: le due strade si equivalgono in numeri di passaggi auto, quindi portare il 30% del traffico dalla SS67 alla SP34 (come afferma ANAS nel progetto) non signi******* soltanto alleggerire la SS67, punto. Signi******* altresì APPESANTIRE la SP34 di un ulteriore 30% di passaggi. In aggiunta è da considerare che questa nuova mole di traffico veicolare sarebbe portata in direzione Firenze passando per Candeli e Viale Europa, dove le infrastrutture sono già ampiamente carenti. Le Amministrazioni comunali interessate dal progetto avrebbero forse fatto meglio a considerare un potenziamento della rete ferroviaria tra Pontassieve e Firenze invece di investire su una infrastruttura che potrebbe maggiormente incentivare (a torto…) l’utilizzo del mezzo privato per la mobilità quotidiana. Ci sono già ferrovie e stazioni pronte e già utilizzate da un gran numero di pendolari che avrebbero sicuramente apprezzato una miglioria del trasporto pubblico; treni più frequenti e qualitativamente migliori invoglierebbero tanti che oggi preferiscono l’automobile al mezzo pubblico. Un vecchio progetto di una passerella pedo-ciclabile dalla zona industriale di Vallina infatti prevedeva il collegamento con Compiobbi e la sua stazione ferroviaria, cosa indubbiamente utile agli spostamenti con i mezzi pubblici di cui è maggiormente servita la sponda fiesolana dell’Arno. Il costo di realizzazione sarebbe stato stimato ai tempi in 1.850.000 Euro, decisamente più affrontabile rispetto ai 55 milioni di Euro stimati per la costruzione del doppio ponte. L’impatto ambientale di un opera come la passerella sarebbe del tutto trascurabile e poco invasivo, a fronte degli enormi benefici in termini di riduzione del numero di auto circolanti. Perchè non realizzare questo progetto quindi? Per queste e per molte altre motivazioni il Comitato Mulinaccio si oppone all'ipotesi così come presentata del doppio ponte e ribadisce con forza il suo NO; se volete sostenere l’idea di un mondo più sostenibile, meno inquinato e meno deturpato dal cemento e dai gas di scarico, date voce a questo appello e sosteneteci condividendo questa pagina. Il mondo si migliora partendo dall’oggi !

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