Piazza della Repubblica: polizia “vende” obbligazioni contro i tagli

Stamani le forze dell'ordine sono scese in piazza della Repubblica per protestare contro i tagli lineari del governo, il Siulp "Aiutate i disperados della Polizia di Stato"

La protesta del Siulp

Nel bel mezzo della crisi economica più lacerante degli ultimi anni, anche la polizia è costretta a diventare un operatore economico per fare cassa. Stamani, in piazza della Repubblica, ha avuto tratti singolari la protesta sindacale dei comparti dei reparti di sicurezza "proponendo" alla cittadinanza l'acquisto di obbligazioni(fax-simili). Scopo della provocazione? Ricavare fondi per avere maggiore sicurezza, legalità e sviluppo.
Quegli stessi operatori, oggi trasformati in fittizi operatori di borsa, che di solito calcano le piazze per garantire lo svolgimento di manifestazioni, scortano i detenuti fino ai tribunali, spengono incendi e intervengono contro i reati ambientali. Insomma stavolta sono le forze dell’ordine a chiedere aiuto, in allarme, al collasso. Il Siulp: “Aiutate i disperados della Polizia di Stato”.

 Un monito diretto al governo, e a tutto il parlamento, per ripristinare gli strumenti necessari ad assolvere i doveri istituzionali. La parola sicurezza riecheggia per tv, giornali, radio, web da alcuni è vissuta come una bisogno, ma che in questa condizione sarà difficile appagare. Manca tutto. Manutenzione di veicoli e caserme, acquisto di uniformi, indennità del personale fino alla cosa “vitale” per stare sul territorio, l’acquisto della benzina.



TAGLI - In tutto la mannaia degli tagli lineari ha tranciato 3 miliardi e mezzo di risorse dai fondi per sicurezza, difesa e soccorso pubblico, “solo giovedì scorso- scrive in un comunicato il Siulp- gli ultimi tagli previsti, hanno sottratto al capitolo Sicurezza altri 60 milioni di Euro. Risorse tolte ad un apparato che, già, cade a pezzi”. Immancabile un riferimento alla classe dirigente del paese e quei tagli che non sembrano centrare “le auto blu e i privilegi della Casta”.  “Invitiamo i  politici – sottolinea il leder Uil Eugenio SARNO – a trasformare l’ipocrisia delle dichiarazioni di solidarietà in concretezza negli atti parlamentari. E’ del tutto evidente che il depauperamento delle risorse economiche prosciuga ogni operatività. Maroni, Palma, La Russa e Romano non si limitino a sostegni verbali ma pretendano, quali ministri competenti, le risorse necessarie per garantire sicurezza ed ordine pubblico”.

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