Lungo le piazze e le strade della “Notte Tricolore” fiorentina

Tutte le manifestazioni svoltesi lungo le strade e le piazze per la "Notte Tricolore" fiorentina. Bandiere, musici, musei e fuochi d'artificio per la notte in cui Firenze è tornata ad essere capitale

Verde, Bianco, Rosso, dei colori della bandiera italiana si è tinto il cuore di Firenze. Un omaggio sentito da gran parte della città e dei cittadini che in migliaia si sono riversati nelle strade e nelle piazze del centro storico per la notte che ha celebrato il 150° anno dell’Unita nazionale. Da piazza della Signoria a piazza Santa Croce, da piazza Duomo a ponte Vecchio, passano per via Calzaioli, via dei Neri,  borgo dei Greci, via del Corso e così via, un’unica, enorme, bellissima bandiera ha colorato e tematizzato le facciate ed i luoghi sacri di Firenze che per una notte sembra essere tornata capitale. La serata è stata davvero suggestiva, i luoghi culto che hanno reso Firenze unica al mondo sono stati avvolti da fasci di luce tricolore ed anche la pioggia, che durante la giornata non ha quasi mai smesso di cadere, è stata clemente ed ha permesso ai fiorentini e ai turisti di tutto il mondo di godersi lo spettacolo della bandiera fondersi in quello artistico – architettonico.

 



Sono state piazza della Signoria, Santa Croce e il Duomo le icone spaziali del 150°. Tre spazi, tre luoghi cardine ognuno di essi custode e promotore per una notte di un talento culturale della città. Era stato lo stesso sindaco Renzi che nel pomeriggio di ieri, durante la seduta straordinaria del Consiglio Comunale dedicata ai festeggiamenti aveva dichiarato che “anche se un po’ in ritardo e di rincorsa l’Amministrazione pone un forte accento sulla profonda rilevanza politica della celebrazione” aggiungendo che “per far si che questo accada abbiamo puntato su l’elemento chiave della nostra tradizione: la cultura. Stasera nelle tre piazze, domani il nuovo teatro del Maggio che cambierà il volto della città”. Traduzione: senza cultura a Firenze non si vive. E così in piazza della Signoria, tra il Perseo del Cellini che si stagliava nel tricolore e la torre di Arnolfo colorata d’Italia è stato ricordato il valore artistico di Firenze, e di Firenze per l’Italia. Prima il concerto dell’Orchestra a Plettro Ottocento, poi quello dell’Orchestra Filarmonica Gioacchino Rossini ed ancora l’esibizione del Maggio Danza. Questo fuori Palazzo Vecchio. Dentro, nel Salone dei Cinquecento è andato in scena la rielaborazione teatrale di Viva l’Italia di Aldo Cazzullo.



Santa Croce è stata la padrona di un altro cardine culturale, la lingua. Non a caso ha fare da re della serata è stato Dante, (la dove l’ sì suona), il vero padre della lingua italiana, a cui si rivolse persino Mazzini, come ha ricordato il professor Cosimo Ceccuti nel suo intervento in Consiglio Comunale, avendo capito che “la lingua e l’idea d’Italia dantesca erano la chiave di volta per risolvere l’enigma sulle fondamenta su cui poggiare l’Unità”. Le letture della Divina Commedia sono state eseguite dalla compagnia  “All’improvviso Dante – 100 canti per Firenze”.  Dopo Dante l’Accademia della Crusca ha giocato nella ricerca della lingua fiorentina oggi. Infine piazza Duomo dove a far da padrone è stato l’artigianato, l’ultimo elemento culturale della grande tradizione fiorentina, retaggio per tutta la penisola. Sono stai allestiti lungo il Battistero una serie di stand che racchiudevano in se il meglio delle botteghe artigiane e dei laboratori fiorentini nel nome di una tradizione secolare mai perduta.
Ma ancora bandiere, dovunque, tra il pubblico come sciarpa o foulard, ai balconi, alle finestre, nelle coccarde appuntate al petto, nelle bandierine di plastica sventolate dalle americane, nei palloncini tricolore regalati ai bambini. Continui i flash delle macchine fotografiche e dei cellulari mentre i richiami alla nostra bandiera sono dispiegati per tutto il centro storico. Anche i commercianti del centro, ma non solo, hanno reso omaggio alla bandiera e all’Unità. Moltissime le vetrine “agghindate” per l’occasione con i colori della bandiera, veri e propri manifesti alla creatività e al buongusto.

Nei colori e nei suoni della festa sembra che riecheggino le parole di Niccolò Tommaseo, ricordate sempre dal professor Ceccuti, “ Firenze è destinata ad essere importante nella storia d’Italia” e quest’importanza la si può palpare bene nelle code lunghissime fuori dai Musei Statali e dal Museo di Palazzo Vecchio,  veri e propri sarcofaghi di questo valore, presi letteralmente d’assalto durante la serata in cui erano aperti fino all’una di notte con ingresso gratuito. I fiorentini e tantissimi turisti per una notte hanno potuto ammirare i capolavori immortali circondati da un’atmosfera magica che da fuori traspirava all’interno dei saloni museali. Anche il Teatro della Pergola ha festeggiato mandando in scena la lunga Notte italiana. Il momento più sentito è stato quando Anna Bonaiuto ha letto “l’Appello del Teatro italiano per il futuro del nostro Paese”. Un vero e proprio grido di dolore lancinante firmato da 150 nomi illustri della scena italiana per la costruzione attraverso i maestri, le forze culturali, sociali e con l’apporto delle nuove generazioni, di un nuovo Umanesimo. L’appello cita la parole che il Galileo di Brecht disse al suo giovane allievo Andrea: “Ci attende un grande Viaggio. Perché l’Evo antico è finito e siamo nella nuova Era. Le città sono piccole, le teste altrettanto, piene di superstizioni e di pestilenze. Ma ora noi diciamo: visto che così è, così non deve rimanere. Perché ogni cosa si muove, amico mio”.

Festa si, ma non solo. Nel pomeriggio infatti nel Salone dei Dugento il Consiglio Comunale aveva aperto i lavori con un minuto di silenzio in segno di cordoglio e profonda vicinanza per i morti e i drammatici fatti che stanno martoriando il Giappone. La stessa cerimonia della bandiera sul tetto del nuovo Maggio, la bandiera che il Presidente Napolitano aveva donato a suo tempo  al Comune di Firenze, è stata annullata fin quando i musicisti non saranno tornati in Italia. Ad incipit del suo intervento lo stesso sindaco Renzi ha sottolineato che i musicisti “sono tutti al sicuro, che a nessuno è stato impedito di rientrare, che il coro si imbarcherà oggi per rimpatriare, mentre  i musicisti più lo staff, circa cento elementi guidati da Zubin Mehta, si imbarcheranno e proseguiranno il tour in Cina”. Il sindaco ha proseguito dichiarando che “la decisione di interrompere il tour giapponese è stata assunta dal Comune e dal Maggio autonomamente e di questo ne risponderemo in tutte le sedi”. Firenze, quindi anche nel giorno della festa dell’Unità nazionale, anche nel giorno in cui le celebrazioni la riportano alle giornate di Firenze Capitale, anche nella notte di ieri e nella giornata di oggi, in cui verranno ricordate la serietà, il dinamismo, la compattezza d’animo con cui Firenze e la Toscana aderirono e promossero il piano Italia, anche oggi aspetta con ansia che i suoi cari musicisti rientrino a casa. Così sarà davvero festa. Mezzanotte e mezzo, i fuochi illuminano il cielo di Firenze, è il rompete le righe.










 

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