Alla Coop la serra di Stefano Mancuso: piante per depurare l'aria del supermercato

Inaugurata da Unicoop Firenze la 'Fabbrica dell'Aria' nel punto vendita di Novoli: “E' il primo caso al mondo”

Piante per migliorare la qualità dell'aria all'interno del supermercato. Risparmiando energia sui sistemi di ricambio dell'aria. E' la cosiddetta 'Fabbrica dell'Aria' pensata dal professor Stefano Mancuso (colui che, tra le altre cose, dovrebbe aiutare il sindaco Dario Nardella nel progetto di 'forestazione urbana').

Già presente alla ex Manifattura Tabacchi, da questa mattina è partita la sperimentazione da parte di Unicoop Firenze nel supermercato Coop di via di Novoli, grazie alla collaborazione con lo stesso Mancuso e PNAT, gruppo di lavoro accademico partito dall’Università di Firenze. "E' il primo test del genere a livello mondiale", spiega Daniela Mori, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze.

"Oggi il ricambio dell’aria nei supermercati è garantito da un sistema di ventilazione meccanica, che si attiva con un consistente consumo di energia, che un domani potrebbe essere sostituito dalle piante che per loro natura 'ripuliscono' l’aria", prosegue Mori.

La sperimentazione, di sei mesi, dovrà valutare la funzionalità della serra che installata all’ingresso del supermercato (a gennaio sarà coinvolto anche il reparto pescheria) monitorando costantemente la qualità dell’aria, e allo stesso analizzare il costo economico della nuova soluzione verde. "In caso di riscontri positivi la avvieremo anche in altri supermercati", dice Mori.

La soluzione inaugurata questa mattina si presenta come una sorta di serra indoor per la depurazione dell’aria dagli inquinanti e sfrutta il principio per cui le piante sono naturalmente in grado di trattenere e degradare le molecole inquinanti, sia inorganiche che organiche.

Come nella Fabbrica dell’Aria, già attiva nello spazio della Manifattura Tabacchi di Firenze, il dispositivo è una vera e propria filtrazione botanica, con peculiarità proprie, diverse da quelle tipiche della filtrazione tradizionale: gli inquinanti sono scissi dalle attività biologiche e incorporati nella biomassa delle piante.

Il dispositivo permette alle piante di rimuovere gli inquinanti presenti negli spazi del punto vendita e il funzionamento verrà monitorato a livello di efficacia e di consumi, per fare un paragone con le soluzioni più classiche. Sarà possibile determinare una grande quantità di dati sull'efficacia della 'Fabbrica dell'Aria', dati trasmessi in tempo reale su uno schermo che si trova vicino alla picola 'serra'.

All'interno sono state posizionate diverse specie di piante, particolarmente efficaci nella depurazione dell’aria, tra cui: Banano, Ficus, Kentia, Chamadorea, Aspidistra, Filodendrum, Microsorium, Fittonia, Dieffenbachia, Streliziae Asplenium, disposte in maniera tale da avere una grande superficie fogliare distribuita su più livelli, in modo da creare un efficiente percorso di filtri per l’aria.

“Replichiamo oggi per la prima volta a livello internazionale La Fabbrica dell’Aria™ in un supermercato. Fornirà aria pura alla temperatura di comfort abbattendo i costi di gestione e manutenzione e avremo la possibilità di testare finalmente il nostro modello di filtrazione botanica in uno spazio di grandi dimensioni e di forte affluenza, misurando l’abbattimento di costi, consumi energetici e performance depurativa”, spiega Mancuso, presente questa mattina all'inaugurazione.

“Un'altra soluzione innovativa per rendere i nostri punti vendita sempre più verdi. E' la prima sperimentazione del genere al monto, può cambiare il modo di gestire i nostri supermercati”, afferma Daniela Mori. Per realizzare questo prototipo da porre dentro al supermercato l'investimento complessivo è stato ingente, oltre 50mila euro.

Cosa è la Fabbrica dell'Aria

La Fabbrica dell’Aria fa parte di una nuova generazione di sistemi impiantistici che non solo hanno alte prestazioni tecniche, ma che caratterizzano architettonicamente l’ambiente costruito. Le potenzialità di applicazione sono immense, in particolar modo negli edifici con grandi flussi di persone.

Il tema della depurazione dell’aria interna agli edifici è particolarmente delicato per quanto riguarda gli spazi commerciali, che hanno un alto flusso d’utenza e sono tenuti per normativa ad un costante ricambio di volumi d’aria.

Nei sistemi tradizionali infatti l’energia consumata per portare l’aria alla temperatura di comfort, viene dispersa perché l’aria viene continuamente scambiata con quella esterna. Nella Fabbrica dell’Aria grazie al riciclo dell’aria interna, si ha un risparmio energetico notevole, perché si riesce a mantenere la temperatura di comfort evitando il ricambio con l’esterno.

Inoltre i sistemi che prevedono la ventilazione e la filtrazione meccanica dell’aria immessa dall’esterno hanno costi ingenti legati anche alla manutenzione delle parti. Utilizzando un filtro botanico, la manutenzione delle piante è irrisoria, se confrontata a quella necessaria per le componenti meccaniche.

Chi è il professore Stefano Mancuso

Stefano Mancuso è il fondatore della neurobiologia vegetale. Professore ordinario presso l’Università di Firenze e accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV, www.linv.org), con sedi a Firenze, Kitakyushu, Bonn e Parigi. È membro fondatore della International Society for Plant Signaling &Behaviore Fellow Professor in numerose università internazionali. Nel 2010 è stato il primo scienziato italiano ad essere invitato come speaker in un TED GLOBAL.

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Cosa è 'Pnat'

Pnat (www.pnat.net) è uno 'spin-off' dell’Università degli Studi di Firenze composto da un team multidisciplinare di architetti e scienziati vegetali. Fondato dal prof. Stefano Mancuso assieme alle agronome e botaniche Elisa Azzarello, Camilla Pandolfi ed Elisa Masi e agli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto, progetta soluzioni per integrare le piante nella città, negli edifici e negli oggetti d’uso e far sì che la presenza delle piante negli spazi di vita dell’uomo fornisca il massimo beneficio possibile: in termini di qualità dell’aria, in termini di produzione di cibo, in termini di benessere psicologico.

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