Parco del Mensola: lo spiraglio e la coperta corta

Pronti gli espropri, ma i soldi non bastano. Rischio ricorsi e cantieri infiniti

Se ne parla da almeno 20 anni. Ma adesso il parco del Mensola potrebbe diventare realtà. Forse. L’idea fu del sindaco Mario Primicerio ed ha attraversato le amministrazioni Domenici e Renzi. Ma se agli inizi del 2000 sull’operazione sembrava esserci l’accordo di amministrazione, cittadinanza e proprietà dell’area (privata), oggi si rischia l’ennesimo scontro. Perché per realizzare una grande area verde fra il ponte a Mensola fino a via del Guarlone non bastano la volontà, le autorizzazioni e i soldi. Ma anche il buonsenso necessario affinché non finisca tutto a suon di ricorsi e blocchi dei lavori.

L’idea è tornata d’attualità con la disponibilità di alcune risorse del Cipe (Stato) per il dissesto idrogeologico. Circa 10 milioni. Soldi che potrebbero servire per gli espropri dopo la dichiarazione del rischio idraulico per quell’area. Oltre che per i lavori. Ma non bastano. L’area, infatti, è di proprietà della società Efeso, che potrebbe anche impugnare i provvedimenti se la contropartita economica degli espropri non fosse sufficiente.

La palla adesso è in mano alla Regione, in particolare dell'assessore all'ambiente Federica Fratoni, che deve decidere cosa fare. Sicuramente prima della fine del 2016 i lavori, comunque vada, non inizieranno. E anche i cittadini della zona, costituitisi in un comitato denominato “Il Pino”, non hanno intenzione di mollare la presa. Il parco lo vogliono, ma non vogliono neanche ritrovarsi con un cantiere aperto che non chiuderà mai.

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