Tutte le opere di Folon che potete trovare a Firenze

In attesa di conoscere le sorti di quella sul Lungarno Aldo Moro, danneggiata in seguito a un incidente stradale, ecco una mappa completa delle opere firmate dall'artista belga che potete trovare in città

Opere di Folon nel Giardino delle rose

Un artista che ha saputo mettere Firenze in valigia. Nessuna ardita metafora: Jean- Michel  Folon, nato in Belgio nel 1934 e spentosi nel 2005 presso il Principato di Monaco, ci è riuscito davvero. Stiamo parlando di una delle sue sculture più famose, dal titolo Partir, una sorta di nave-valigia che incornicia il panorama di Firenze dal Giardino delle Rose.

E' proprio nello splendido parco di viale Poggi che sono custodite buona parte delle sculture di Folon presenti in città: passeggiando tra le infinite varietà di rose, potreste imbattervi in ben 12 statue (nello specifico dieci bronzi e due gessi) donate dall'artista a Firenze.

Era il 2005 quando il capoluogo toscano ospitò la più grande mostra dell'artista belga, che espose i suoi famosi acquarelli e sculture al Forte di Belvedere. In seguito alla sua morte avvenuta poco dopo, la vedova Folon decise di donare una parte di queste opere alla città, seguendo così le volontà del marito e trasformando il Giardino delle rose in quel raffinatissimo museo a cielo aperto che è oggi. 

Oltre all'ormai celebre Partir, nel parco riposa anche il bellissimo Chat, una scultura a forma di gatto che sonnecchia nel prato fiorentino, o ancora i suoi famosissimi “omini”, figure maschili dal tratto inconfondibile, sempre muniti di cappotto e cappello, con lo sguardo rivolto all'orizzonte.

Cambiando decisamente zona, un'altra scultura realizzata da Folon si trova nel giardino dell’ospedale pediatrico Meyer. Così come l'uomo della pioggia, anche quest'opera è una fontana, intitolata L’homme de la Paix, acquistata dai Rotary Clubs dell’Area Medicea e donata a Firenze nel 2005.

Originariamente collocata fuori dalle mura della Fortezza da Basso, in piazza Bambine e Bambini di Beslan, l'opera venne trasferita nel giardino dell’ospedale soltanto nel 2010. Anche stavolta Folon rappresenta il suo inconfondibile “omino”, con un braccio teso verso un uccellino intento ad abbeverarsi dalla sua mano. L’acqua scivola dall’alto, per poi raccogliersi nella cavità della stessa mano, conferendo alla statua un senso unico di pace e tranquillità. 

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