Omicidio Duccio Dini, la sentenza: cinque imputati condannati a 25 anni di carcere

Dure condanne emesse dalla corte d'assise di Firenze. Due assolti. Gli amici: "Adesso i condannati devono tornare in carcere"

La Corte d'Assise di Firenze presieduta dal giudice Raffaele D'Isa ha condannato a 25 anni di carcere 5 cittadini di etnia rom imputati per la morte di Duccio Dini, il 29enne travolto e ucciso il 10 giugno 2018 mentre era fermo in scooter a un semaforo in via Canova all'Isolotto, da un'auto che insieme ad altre stava dando vita a un folle inseguimento, motivato da un regolamento di conti. 

Per la morte di Duccio Dini erano sette gli imputati, accusati a vario titolo dei reati di omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale, tentato omicidio, violenza privata, lesioni. Due sono stati assolti. La camera di consiglio è durata 5 ore.

La procura aveva chiesto condanne minori rispetto a quelle che sono state comminate. "Le sentenze giuste a volte sono quelle più severe" ha commentato l'avvocato Neri Pinucci, rappresentante legale dei Dini.

Soddisfatto il pm Giacomo Pestelli, che aveva ereditato il processo - svoltosi in larga parte a porte chiuse a causa del Coronavirus - dal collega Tommaso Coletta, nominato procuratore capo a Pistoia.

In aula stamani, per l'ultima udienza, oltre ai familiari di Duccio Dini era presente anche la vice sindaca di Firenze Cristina Giachi, con la fascia tricolore, per testimoniare la vicinanza di Palazzo Vecchio che è anche parte civile.

"Sentenza importante che ha inasprito le pene richiesto dal pm, non c'è da esultare ma solo da essere vicini alla famiglia che stringiamo in un abbraccio", ha detto Giachi dopo la sentenza, aggiungendo che il sindaco Dario Nardella ha chiamato il padre di Duccio.

"Se uno compie un reato deve pagare per quello che ha fatto" ha detto quest'ultimo. "La sentenza ci soddisfa, per quanto si può essere soddisfatti, perchè è un bel segnale" ha aggiunto Luca Dini, padre di Duccio.

Fuori in strada, gli amici della vittima. Stamani avevano fatto un presidio e affisso uno striscione in ricordo del 29enne. Poi, applaudito i suoi familiari quando sono usciti dall’aula.

Dopo la sentenza, gli amici di Duccio hanno scritto sui social: "Una sentenza esemplare, anche se rimane l'amaro in bocca nel sapere che (i condannati, ndr) continueranno per adesso a scontare la pena ai domiciliari. Noi saremo sempre accanto alla famiglia fino a quando i responsabili non torneranno in carcere come meritano".

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"Sono arrivate le pene in primo grado per i responsabili dell’omicidio di Duccio Dini - ha postato su Fb il sindaco Dario Nardella -. Non ho l’abitudine di commentare le sentenze, ma questo è un risultato che rafforza la nostra fiducia nella giustizia. Oggi, proprio come nei mesi passati, siamo stati vicini alla famiglia e agli amici di Duccio. Ringrazio le forze dell’ordine, i magistrati, gli avvocati del Comune e delle altre parti civili per il grande impegno. Anche se non serve a lenire il dolore, è stata fatta giustizia".

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