Famiglie sfrattate occupano palazzine in via Corridoni e Ponte alle Mosse

Sette famiglie sfrattate hanno occupato palazzine in via Corridoni e in via Ponte alle Mosse. Marcheschi: "Nuovo gravissimo capitolo di occupazioni abusive"

Ieri mattina sette famiglie sfrattate hanno occupato due palazzine di Firenze. La prima in via Corridoni, l’altra in via Ponte alle Mosse. A diffondere la notizia il  Movimento di Lotta per la Casa attraverso una nota firmata dagli stessi occupanti, in cui si spiega che lo stabile di via Corridoni appartiene a "una holding finanziaria milanese", l'altro è una palazzina "abbandonata da anni" di proprietà di "una famiglia privata".

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"Non ci sono stati episodi di tensione con le forze dell'ordine - prosegue la nota - se non nella occupazione di via Ponte alle Mosse dove il proprietario ha cercato di provocare insistentemente le famiglie occupanti e i militanti del Movimento. Il proprietario ha asserito, infatti, che nei limitrofi laboratori i dipendenti saranno messi in cassa integrazione per colpa del Movimento di lotta per la casa".

Si precisa però che "i laboratori hanno altri ingressi e non sono comunicanti con gli alloggi; abbiamo occupato solo gli alloggi all'ultimo piano per rendere visibile le distanze che separano la ditta con gli appartamenti; non abbiamo toccato magazzini né laboratori". "Avevamo annunciato alle istituzioni tutte, Comune e prefettura - concludono gli occupanti - che saremmo stati disponibili a un confronto serrato sulle politiche del diritto all'abitare, avevamo chiesto l'immediato blocco di sfratti e sgomberi degli stabili occupati, il tutto è restato lettera morta e per giugno sono previsti 140 sfratti esecutivi. Per queste ragioni stanchi di subire politiche di enormi sacrifici economici e di vita abbiamo occupato per affermare il diritto alla casa e al futuro".

Non sono mancate le reazioni. Il consigliere regionale di Fdi Paolo Marcheschi: “Non si può continuare così. – ha tuonato l'esponente di Fratelli d'Italia - Comune, Regione e forze di ordine pubblico non possono più consentire, e piegarsi, a queste iniziative di illegalità palesi. Oggi un nuovo gravissimo capitolo di occupazioni abusive, ma stavolta si è raggiunto un nuovo livello: non più case abbandonate o in disuso o ex edifici pubblici senza destinazione, ma addirittura magazzini di attività produttive aperte. Oggi l'assalto con sfondamento di proprietà privata, è toccato a un'azienda storica fiorentina, l'argenteria Braganti".

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