Il 21 dicembre la prima del nuovo Teatro dell'Opera di Firenze

Sarà inaugurato con un concerto dell'orchestra del Maggio diretta da Mehta. Al nome del teatro sarà affiancato quello di una grande azienda che farà da sponsor

A poco più di venti giorni dalla prima ecco come si presenta il nuovo parco della musica. Cantiere aperto e ritmi serrati. Per la sera del 21 dicembre, quando l’orchestra del Maggio diretta dal maestro Zubin Mehta inaugurerà il teatro sulle note della Nona di Beethoven, dovrebbe essere tutto pronto. O meglio, parte del primo lotto dovrà essere perfettamente funzionante per accogliere i nove eventi che si susseguiranno fino al 31 dicembre, la grande festa di capodanno. Quasi ultimata la sala lirica, destinata a ben 1800 spettatori, detta anche sala grande che sarà ufficialmente inaugurata proprio il 21. Legno di pero ed una maglia in ferro: una rete trasparente al suono, una specie di cotta dei cavalieri. Tutto per favorire l’acustica, una scommessa altissima e molto attesa. La sala secondo il progettista, l’architetto Paolo Desideri, è stata disegnata come uno strumento musicale nella sua interezza, senza pannelli che dirigano l’audio. Uno studio innovativo, complicato quanto interessante. Un vero è proprio modello pensato ad hoc. Un palcoscenico a T con una superficie complessiva di 2.624 metri quadrati. La bianchissima cavea poi, con tutta Firenze alle spalle, dominata dalla torre scenica, è un vero e proprio gioiello. Suggestiva e lucentissima di giorno, magica di notte.
Tutto pronto? Nemmeno per idea, i lavori sono quasi a metà del guado. La piazza Ferrucci, lo slargo più grande di Firenze sarà inaugurata tra un anno, il 24 novembre 2012. Se il primo lotto sta per tagliare il traguardo, il secondo si è arenato. Mancano i soldi, molti. Circa 100 milioni di euro per completare la parte che guarda l’ex stazione Leopolda. All’appello manca la sala piccola da 1000 posti, bar, ristoranti, forse una libreria. Non solo, alla lista c’è da aggiungere la macchina scenica, uno strumento faraonico ma indispensabile per rendere le sale multifunzionali, e quindi accogliere eventi plurimi e diversificati. Costo del macchinario, 42 milioni di euro circa. In uno dei suoi ultimi viaggi a Roma, Renzi incontrando l’allora vicepremier Gianni Letta, chiese almeno i denari utili per far trasferite la macchina scenica dentro il mega cubo della torre scenica posto alle Cascine. Letta si spese in parole amiche, ci avrebbe messo la faccia, e Renzi tornò a Firenze convinto di aver strappato un accordo. Da lì a breve le cose sono mutate radicalmente, ribaltate. Caduto Berlusconi, il sindaco di Firenze rinnova il suo appello al nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti, al Sottosegretario Antonio Catricalà ed al Ministro ai beni e attività culturali, Lorenzo Ornaghi. Cambiano i volti, si rinnovano gli inviti al sostegno. Vedremo.

Questione nome. Molto probabilmente il nome del parco sarà quello affiorato in questi giorni: Teatro dell’Opera. Il sindaco Matteo Renzi ha assicurato che comparirà anche il nome del Maggio ma parallelamente ha lanciato una nuova sfida: “La vera operazione nel 2012sarà quella di andare a chiamare questo teatro con il nome di una grande azienda che dia un po’ di quattrini, perché, signori guardiamoci negli occhi, questa è una roba molto grande e per mantenerla costa un sacco di soldi. E’ giusto che si faccia come in tutto il mondo: privati che si associano al teatro. Lo faremo anche noi dal 24 novembre 2012”.
Ecco, la questione sulla gestione comincia a prendere forma nella sua interezza, un'immensa interezza. Tema cruciale, questione vitale per vita dell’opera faraonica. Renzi questa mattina è stato chiaro: “O gestiremo questa struttura con una sinergia nuova, non considerandola solo come un teatro, o sarà un bagno di sangue”. Cristallino, consapevole dei rischi legati a questa struttura. Come dire: se la struttura dovesse sedersi troppo, rischierebbe di non rialzarsi. In pratica, un’opera del genere, per macinare denari deve macinare chilometri, altrimenti si rischia che il serbatoio rimanga subito a secco. I costi di gestione, infatti, saranno enormi. Quindi produttività, eventi continui, singoli o mescolati insieme, multidisciplinari. Una risorsa, una macchina per far soldi, per adesso con qualche spettro di troppo. Il mare ha sempre le sue regole. Anche un mare di note, può cullare ma può anche farti annegare.
 

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