'Ndrangheta: di nuovo sotto sequestro bar e pizzeria di Firenze

Operazione della Dia: erano finiti già in passato sotto sequestro, poi annullato. Sigilli anche a immobili di pregio e conti correnti

Nuovamente sequestrati noti locali a Firenze e immobili di pregio a Prato, in un'operazione portata a termine questa mattina dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, in seguito al provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale del riesame di Firenze.

Sono stati sequestrati beni mobili e immobili, partecipazioni societarie e rapporti bancari (tra Firenze, Prato e Crotone) per oltre 4 milioni di euro. Tra i beni sequestrati i bar pasticceria Caldana di piazza Leopoldo e Il Barco di via Baracca, come pure il ristorante Pizza Man di via Baracca (che ha lo stesso nome ma non ha nessun legame con gli altri locali Pizza Man, gestiti dalla Sapore di Pizza Srl, sparsi per la città), e immobili di pregio situati nel complesso edilizio Il Teatro nel quartiere Il Pino di Prato.

L'inchiesta ruota intorno all'imprenditore calabrese, da tempo trapiantato in Toscana, Giuseppe Iuzzolino, 81enne di Strongoli (Crotone). Secondo gli inquirenti Iuzzolino, che si sarebbe servito anche di prestanome, avrebbe effettuato numerosi investimenti tra Firenze e Prato pur pur in mancanza di una lecita capacità reddituale. Gli investigatori avrebbero anche accertato l'esistenza di flussi di denaro verso la Calabria, in favore di appartenenti alla 'ndrina Giglio di Strongoli.

Oltre a Iuzzolino, sono indagati in concorso per i reati di evasione fiscale e associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio Vincenzo Benincasa, Fiore Guercio e Martino Castiglione (di Strongoli), Alfredo Aldrovandi, di San Benedetto Val Di Sambro (Bologna) e residente a Firenze, e Luigi Guercio, originario del casertano e residente a Strongoli. I locali sequestrati oggi erano già finiti sotto sequestro nel marzo del 2016. Il sequestro fu poi annullato tre mesi dopo dal Tribunale del riesame, che oggi ha nuovamente disposto il sequestro.

“Siamo stupiti - dichiarano gli avvocati difensori di Iuzzolino, Francesco Vignali e Roberto d'Ippolito -. E' lo stesso sequestro del 2016. Il Tribunale del riesame, che aveva dato ragione alla nostra impugnazione e annullato il sequestro, sulla base degli stessi elementi ci ha dato torto e lo stesso sequestro torna ad essere esecutivo". "Di ‘Ndrangheta in realtà non c’è nulla, ci sono solo due intercettazioni che dimostrano colloqui con compaesani, contatti di vicinanza normali in una realtà piccolissima come Strongoli, ma nient’altro. Mai è stata contestata l’associazione a delinquere di stampo mafiosa”.

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