Natale, Betori: “Contro guerre e violenze riconciliare i cuori”

Anche l’imam e il rabbino capo di Firenze hanno rivolti pensieri al dialogo

Ieri, durante la messa di mezzanotte, l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha voluto ricordare come si sia diffusa una visione del Natale “edulcorata” più volta a consumi che “all'autentico significato della festa della nascita” del Redentore. "La scena del mondo in cui nasce il Messia - ha continuato il cardinale nell'omelia - assomiglia fin troppo ai nostri tempi scossi da guerre, strategie terroristiche, lacerazioni di popoli, condizioni di grave insicurezza che attraversano le nostre società e, nel profondo, gli animi di ciascuno di noi. Non va infatti dimenticato che i grandi conflitti che generano guerre e violenze, portando morti e distruzioni in tante regioni del mondo, hanno una radice profonda che e' il cuore dell'uomo, e solo ripartendo da cuori riconciliati si puo' aspirare a orizzonti di concordia e di pace per il mondo".

Oggi anche gli altri esponenti religiosi hanno colto l’occasione della festività del 25 dicembre per rivolgere pensieri volti al dialogo. “Il mio augurio di buon Natale a tutti i fratelli cristiani, e agli ortodossi che lo celebreranno qualche settimana dopo – ha detto l’Imam di Firenze, Izzedine Elzir, presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia -. Spero che i fratelli cristiani vivano il Natale nella fede, nella sua dimensione religiosa. Aiuteranno così tutti noi a crescere insieme”.  

“Auguro all’umanità – ha detto il rabbino capo di Firenze Rav Joseph Levi -, che le religioni possano sempre più intendersi tra di loro e capire che lavorano per il bene dell’umanità. Non c’è dunque altro augurio se non quello che il dialogo vada avanti e ci sia più comprensione tra di noi per adempiere il nostro compito di lavorare insieme per il bene dell’umanità”.
 


 

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