Oltrarno: nuova guerra alla movida, stavolta tocca a San Frediano

Pochi giorni dopo la tregua in via dei Benci si apre un altro fronte. Multe a raffica nei locali della notte dell'Oltrarno, da Santo Spirito a borgo San Frediano. Gestori furiosi

piazza Santo Spirito

“Con la burocrazia alla quale siamo sottoposti, si trova sempre un cavillo non rispettato”. Non usa mezzi giri di parole il gestore di un noto locale di San Frediano, dopo i controlli a tappeto che venerdì scorso, intorno a mezzanotte, si sono abbattuti sulla zona. “C’erano Carabinieri, ispettori dell’Inps, dei Nas, vigili urbani, una vera schiera che sembrava arrivata a posta per trovare la minima scusa per colpirci”, continua il gestore, che chiede l’anonimato.

Ad alcuni locali sono state comminate pesanti sanzioni, anche superiori ai mille euro, cifra che pesa per una piccola-media attività. Altri accertamenti, basati sui rilievi fotografici effettuati, sono in corso. “Siamo stati multati per mancanza di pulizia – spiega un altro -. La verità però è che si vuole colpire il rumore in strada, e per fare ciò si trovano metodi indiretti. Se l’amministrazione vuole un centro che sia solo un museo a cielo aperto e vetrine per turisti, lo dica chiaramente. Possiamo pure chiudere bottega, ma a rimetterci sarà Firenze”.

Tra i cavilli a cui i gestori fanno riferimento ne saltano fuori di bizzarri. C’è chi assicura di aver aspettato quattro anni prima di ottenere i permessi per aprire. Altri giurano che, teoricamente, se due persone si mettono a ballare in un locale che non ha la licenza per il ballo, si rischiano sanzioni salatissime. Eppure i gestori della zona, che per ora, anche chiedendo di non comparire con nomi e cognomi, non vogliono dichiarare guerra aperta all’amministrazione (un comunicato al vetriolo stilato dopo una riunione collettiva è per ora rimasto fermo in una casella email) giurano di avere buoni rapporti con il vicinato. “Parliamo con le persone della zona, siamo anche disposti a pagare i doppi vetri alle finestre di chi ce lo chiederà”.

La bagarre, a pochi giorni dalla presunta tregua in via de’ Benci, dove i locali colpiti da sequestro hanno da poco avuto il permesso di riaprire. Pur con limiti pesanti, come il divieto di somministrazione in plastica, che per i clienti equivarrà al divieto di uscire dal locale con bibita in mano. “La prospettiva – conclude amareggiato un ultimo interpellato -, è quella di avere trenta gradi in strada, con i clienti costretti a stare rinchiusi in pochi metri quadri. Ma in che città viviamo?

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